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In questa pagina sono disponibili un fac simile Word in formato DOC e un modello PDF per comunicare la revoca dell’incarico professionale al commercialista. Il documento consente di indicare la data dalla quale cessano le prestazioni e di chiedere il trasferimento della documentazione al nuovo professionista. Si tratta di fac simile privati, da adattare alla lettera di incarico sottoscritta e alle attività ancora in corso.
Fac simile Revoca Mandato Commercialista Word
Il modello Word può essere scaricato e personalizzato inserendo il nome del commercialista, la data di cessazione dell’incarico e il professionista al quale dovrà essere consegnata la documentazione.
Fac simile Revoca Mandato Commercialista PDF
Il PDF riproduce una breve lettera di revoca dell’incarico, con richiesta di sospensione delle prestazioni e consegna dei registri e della documentazione fiscale al nuovo commercialista. Può essere scaricato, consultato o stampato.

Come funziona la revoca dell’incarico al commercialista
Nel linguaggio comune si parla spesso di revoca del mandato al commercialista. Dal punto di vista civilistico, il rapporto viene normalmente ricondotto alla prestazione d’opera intellettuale, disciplinata dagli articoli 2229 e seguenti del Codice Civile.
L’articolo 2237 del Codice Civile stabilisce che il cliente può recedere dal contratto, rimborsando al professionista le spese sostenute e pagando il compenso per l’opera svolta.
Questo non significa però che qualsiasi incarico possa essere interrotto senza considerare il contratto sottoscritto. Il vigente Codice deontologico dei commercialisti precisa che cliente e professionista possono concordare limitazioni all’esercizio del recesso oppure prevedere un indennizzo a carico del cliente. Prima di inviare la revoca è quindi opportuno rileggere la lettera di incarico, controllando durata, modalità di cessazione, termini di preavviso ed eventuali conseguenze economiche.
Se l’incarico era stato formalizzato attraverso una lettera o un contratto scritto, può essere utile confrontarne il contenuto con un fac simile di lettera di incarico professionale per individuare con precisione le clausole che disciplinano la cessazione.
Non esiste un preavviso generale di tre o quattro mesi
Non esiste una regola di legge che imponga in ogni caso di comunicare la revoca del commercialista con tre o quattro mesi di anticipo. Il termine da rispettare dipende innanzitutto da ciò che è stato concordato nell’incarico professionale.
Se il contratto non prevede un termine specifico, la cessazione può essere comunicata indicando chiaramente la data dalla quale il professionista non dovrà più svolgere le prestazioni affidate. Quando sono imminenti dichiarazioni, versamenti, bilanci o altre scadenze, è comunque prudente programmare il passaggio con un margine sufficiente per evitare che un adempimento resti privo di un responsabile.
La revoca non deve essere necessariamente motivata con contestazioni sull’operato del commercialista. È sufficiente che risulti in modo inequivoco la volontà del cliente di cessare il rapporto, ferma la necessità di rispettare gli eventuali accordi contrattuali applicabili.
Come compilare la Revoca Mandato Commercialista
Il fac simile scaricabile è molto sintetico. Inizia con l’oggetto Revoca mandato e con l’indicazione del professionista destinatario.
Nel primo paragrafo deve essere inserita la data dalla quale il cliente non intende più usufruire dei servizi contabili, fiscali e tributari dello studio. Questa data deve essere scelta in modo coerente con la lettera di incarico e con l’organizzazione del passaggio al nuovo professionista.
La seconda parte del modello stabilisce che le dichiarazioni fiscali e gli adempimenti relativi all’anno in corso restino di competenza del precedente commercialista, chiede la sospensione delle altre prestazioni da una data determinata e dispone la consegna della documentazione al nuovo professionista.
Questa clausola deve essere adattata con particolare attenzione. Non esiste una regola generale secondo cui tutte le dichiarazioni relative all’anno del cambio debbano essere predisposte necessariamente dal commercialista uscente. Le attività che restano a suo carico dipendono dall’incarico precedente, dalla data di cessazione e dagli accordi raggiunti per il passaggio delle consegne.
Prima dell’invio è quindi opportuno indicare con precisione chi si occuperà, per esempio, di dichiarazioni dei redditi, dichiarazione IVA, Certificazioni Uniche, modello 770, bilancio, LIPE, versamenti e altri adempimenti ancora pendenti. In presenza di una diversa ripartizione, la frase contenuta nel fac simile deve essere modificata.
Chi deve occuparsi degli adempimenti ancora in corso
Il cambio di commercialista non determina automaticamente una ripartizione degli adempimenti in base all’anno fiscale. Un incarico che termina a metà esercizio, per esempio, può lasciare attività già predisposte dal professionista uscente e altre che dovranno essere completate da quello subentrante.
La soluzione più sicura è predisporre un elenco delle scadenze aperte e indicare chi ne assume la responsabilità. Per ogni adempimento è utile verificare almeno:
- periodo d’imposta interessato;
- stato di lavorazione;
- documentazione già ricevuta;
- eventuale file già predisposto;
- data della scadenza;
- professionista incaricato dell’invio o del versamento.
Non è quindi corretto presumere che il vecchio commercialista debba sempre completare tutto ciò che riguarda l’anno precedente oppure che il nuovo commercialista debba automaticamente riprendere ogni attività dal giorno della nomina. La ripartizione deve risultare dagli incarichi effettivamente conferiti.
Passaggio dal vecchio al nuovo commercialista
Il Codice deontologico della professione approvato dal CNDCEC disciplina espressamente il subentro tra colleghi.
Prima di accettare l’incarico, il nuovo commercialista deve accertarsi che il cliente abbia informato il professionista precedente della sostituzione e abbia manifestato formalmente il recesso. Se ciò non è avvenuto, il professionista subentrante deve informare il collega senza indugio tramite PEC.
Il nuovo professionista deve inoltre verificare che il cambio non venga utilizzato per sottrarsi alla legge, alla corretta esecuzione di attività richiesta dal precedente consulente o al pagamento delle sue legittime spettanze. Il Codice deontologico prevede che il cliente venga invitato a corrispondere i compensi dovuti, salvo che siano stati debitamente contestati.
Il commercialista sostituito deve invece collaborare con il collega subentrante e, previo consenso del cliente, trasmettere senza indugio la documentazione in suo possesso necessaria alla prosecuzione dell’incarico.
Non è necessario che il vecchio professionista “accetti” la revoca perché il cliente possa manifestare la volontà di sostituirlo. La comunicazione serve a formalizzare la cessazione del rapporto e a rendere possibile un passaggio ordinato delle attività.
Restituzione della documentazione
Il cliente può chiedere la restituzione dei documenti consegnati al commercialista per l’esecuzione dell’incarico. L’articolo 2235 del Codice Civile limita la possibilità del prestatore d’opera di trattenere cose e documenti ricevuti, mentre il Codice deontologico vigente stabilisce che il professionista deve restituire senza ritardo, quando richiesto, la documentazione ricevuta per l’espletamento del mandato.
Il mancato pagamento della parcella non attribuisce al commercialista un generale diritto di trattenere gli originali del cliente. Il professionista può conservare copie della documentazione nei casi consentiti dal Codice deontologico, anche per documentare l’attività svolta o tutelare il proprio credito.
Nel passaggio è utile predisporre un elenco analitico di ciò che viene consegnato, per esempio registri contabili, registri IVA, dichiarazioni, ricevute telematiche, F24, bilanci, documentazione societaria e file contabili. Per documentare il trasferimento può essere utilizzato il verbale di consegna documenti al commercialista.
Compensi ancora dovuti al commercialista
La revoca non cancella i compensi maturati per le attività già svolte. Ai sensi dell’articolo 2237 del Codice Civile, il cliente che recede deve rimborsare le spese sostenute e corrispondere il compenso relativo all’opera eseguita.
L’importo effettivamente dovuto deve essere determinato in base alla lettera di incarico, alle prestazioni eseguite, agli eventuali acconti già versati e alle spese sostenute. Non è corretto affermare che il professionista possa chiedere soltanto le “mensilità fino al giorno della revoca”, perché il compenso può essere strutturato in modi differenti.
Allo stesso modo, non è necessario saldare preventivamente qualsiasi importo richiesto per poter comunicare la revoca. Le somme effettivamente dovute restano esigibili, mentre quelle contestate possono essere oggetto di verifica separata.
Revoca delle deleghe fiscali e accesso ai servizi online
La cessazione dell’incarico professionale non deve essere confusa con la revoca delle singole deleghe conferite al commercialista per utilizzare servizi telematici.
Se il professionista dispone, per esempio, di una delega per consultare il Cassetto fiscale, è opportuno verificare se questa debba essere revocata separatamente. L’Agenzia delle Entrate descrive il funzionamento del Cassetto fiscale delegato e l’accesso degli intermediari autorizzati.
Lo stesso controllo deve essere svolto per eventuali deleghe relative a Fatture e Corrispettivi o ad altri servizi. Non è invece corretto affermare che ogni cambio di commercialista comporti automaticamente l’obbligo di comunicare all’Agenzia delle Entrate il nominativo del nuovo professionista entro trenta giorni.
Se con il cambio dello studio varia anche un dato fiscalmente rilevante già comunicato, come il depositario o il luogo di conservazione delle scritture contabili, il nuovo professionista dovrà verificare gli eventuali adempimenti di variazione effettivamente applicabili.
Come inviare la revoca
La comunicazione dovrebbe essere inviata con una modalità che consenta di dimostrarne contenuto, data e ricezione. PEC e raccomandata con avviso di ricevimento sono le soluzioni più utilizzate, soprattutto quando la lettera di incarico le prevede espressamente.
Se il contratto stabilisce una specifica modalità di comunicazione, è opportuno rispettarla. La lettera dovrebbe contenere una data di efficacia chiara e, se il cambio avviene in prossimità di una scadenza, una precisa indicazione delle attività che devono essere ancora completate.
È utile conservare copia della revoca, ricevuta PEC o avviso di ricevimento, eventuale risposta del professionista e verbale di consegna della documentazione.
Esempio compilato di Revoca Mandato Commercialista
I dati utilizzati nell’esempio sono inventati e servono soltanto a mostrare come può essere compilato il fac simile. Il contenuto deve essere adattato al caso concreto.
Oggetto: Revoca mandato
Gent.le Dott. Andrea Esempio,
con la presente si comunica di voler recedere dal contratto con voi stipulato e quindi di non voler più usufruire, dal 1 gennaio 2027, dei servizi offerti dal vostro studio: contabili, fiscali e tributari.
Tutte le dichiarazioni fiscali ed adempimenti relativi all’anno in corso restano di Vostra competenza, ma la preghiamo di sospendere ogni prestazione a favore della mia impresa dal 1 gennaio 2027, ed altresì la invitiamo a consegnare tutti i registri contabili, registri IVA, nonché tutta la documentazione fiscale e tributaria in Vostro possesso al seguente professionista Dott.ssa Laura Modello.
Cordiali Saluti.
Mario Esempio – FIRMA DI ESEMPIO
Errori da evitare nella revoca del commercialista
- indicare automaticamente un preavviso di tre o quattro mesi senza verificare la lettera di incarico;
- ritenere necessario motivare sempre la scelta di cambiare professionista;
- non indicare con precisione la data dalla quale deve cessare l’incarico;
- lasciare nel fac simile la frase secondo cui tutti gli adempimenti dell’anno restano al vecchio commercialista senza verificare se ciò corrisponda agli accordi effettivi;
- presumere che il commercialista uscente o quello nuovo siano automaticamente responsabili di determinate dichiarazioni solo in base all’anno di riferimento;
- non controllare scadenze e attività pendenti prima del passaggio;
- ritenere che il precedente commercialista debba accettare formalmente la revoca;
- omettere la richiesta di restituzione o trasferimento della documentazione necessaria;
- considerare il mancato pagamento della parcella come motivo sufficiente per trattenere indefinitamente i documenti del cliente;
- dimenticare di verificare le deleghe ancora attive sui servizi fiscali telematici;
- ritenere che il cambio di commercialista comporti sempre una comunicazione del nuovo nominativo all’Agenzia delle Entrate entro trenta giorni;
- inviare la revoca senza conservare una prova della ricezione.