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In questa pagina sono disponibili due fac simile di lettera di sollecito per il pagamento dello stipendio: un modello Word in formato DOC e un PDF compilabile. Servono al lavoratore per chiedere per iscritto il pagamento di una o più retribuzioni scadute. Si tratta di fac simile privati, non di moduli ufficiali dell’Ispettorato del lavoro.
Fac simile Lettera di Sollecito Pagamento Stipendio Word
Il modello Word può essere scaricato e personalizzato. È predisposto per indicare anche più mensilità non pagate, prevede un termine di 15 giorni dal ricevimento del sollecito e contiene l’avvertimento che, in caso di ulteriore ritardo, il lavoratore si riserva di ricorrere all’autorità giudiziaria.
Fac simile Lettera di Sollecito Pagamento Stipendio PDF
Il PDF è compilabile e utilizza una formulazione più semplice, riferita a una singola mensilità. Consente di indicare il mese non pagato, il destinatario, l’IBAN sul quale effettuare l’accredito e il termine richiesto per il pagamento.
Quando inviare il sollecito per lo stipendio non pagato
Il diritto del lavoratore alla retribuzione trova tutela nell’art. 36 della Costituzione e l’obbligo retributivo del datore di lavoro è disciplinato anche dall’art. 2099 del Codice Civile. Non esiste però una data di pagamento identica per tutti i lavoratori: la scadenza deve essere verificata nel CCNL applicato, nel contratto individuale e, quando rilevanti, negli usi aziendali.
Il sollecito può essere inviato quando la retribuzione risulta ancora insoluta dopo la scadenza prevista. Se si tratta di un ritardo occasionale di pochi giorni, può essere ragionevole verificare prima con l’amministrazione o con l’ufficio del personale se vi sia stato un problema tecnico. Quando il pagamento continua a mancare, una comunicazione scritta consente di formulare una richiesta precisa e di conservarne traccia.
Non occorre attendere necessariamente due o tre mensilità arretrate per chiedere il pagamento. Allo stesso modo, non esiste un termine legale generale di 7, 10 o 15 giorni che debba essere concesso nel sollecito. I 15 giorni indicati nel modello Word costituiscono una scelta del fac simile e non un termine previsto per legge in ogni situazione.
Cosa controllare prima di scrivere la lettera
Prima dell’invio conviene individuare con precisione le mensilità insolute e confrontare i cedolini con gli effettivi accrediti ricevuti. La consegna della busta paga e il pagamento dello stipendio sono infatti due fatti distinti: avere ricevuto il cedolino non significa necessariamente che la retribuzione sia stata corrisposta.
Se il problema non riguarda l’intero stipendio ma, per esempio, straordinari, maggiorazioni, indennità o altre voci pagate in misura inferiore a quella dovuta, può essere più appropriata una lettera di richiesta delle differenze retributive.
È utile conservare contratto di lavoro, CCNL applicato, cedolini, estratti conto e precedenti comunicazioni con il datore. Questa documentazione può risultare rilevante qualora il mancato pagamento non venga risolto con il sollecito.
Come compilare la Lettera di Sollecito Pagamento Stipendio
I due file scaricabili non contengono esattamente lo stesso testo. Il modello Word inizia con l’oggetto “Comunicazione sollecito pagamento stipendio” e richiede di indicare il nome del lavoratore, la data di assunzione, la mansione, il reparto, la data alla quale il pagamento risulta ancora mancante e le mensilità interessate.
Il testo chiede quindi il versamento delle mensilità entro 15 giorni dal ricevimento e avverte che, in caso di ulteriore ritardo, il lavoratore si riserva di rivolgersi all’autorità giudiziaria. Nella parte successiva deve essere inserito l’IBAN concordato per il pagamento. Il documento termina con luogo, data e firma.
Il PDF è invece costruito per il mancato pagamento di una sola mensilità. Dopo l’oggetto deve essere indicato il destinatario. Il lavoratore segnala che il termine di pagamento previsto dal rapporto è trascorso, chiede il bonifico dello stipendio, inserisce l’IBAN e stabilisce una data entro la quale richiede l’accredito. Il testo contempla anche l’ipotesi che il ritardo derivi da un errore amministrativo e chiede in questo caso un riscontro.
Se gli stipendi arretrati sono più di uno, il modello Word risulta quindi più adatto nella sua formulazione originaria. Se invece si sta effettuando un primo sollecito per una sola mensilità, il PDF presenta un testo meno incisivo.

Esempio compilato di Lettera di Sollecito Pagamento Stipendio
I dati utilizzati nell’esempio sono inventati e servono soltanto a mostrare come può essere compilato il fac simile. Il contenuto deve essere adattato al caso concreto.
OGGETTO: Comunicazione sollecito pagamento stipendio
Il sottoscritto sig. Andrea Bianchi, dipendente presso la vostra azienda, assunto in data 3 febbraio 2024, con mansione di addetto amministrativo, addetto al reparto amministrazione, ad oggi 24 agosto 2026 non ha ricevuto il pagamento delle mensilità relative ai mesi di giugno e luglio 2026.
Con la presente si preme dunque di sollecitarvi al pagamento delle intere mensilità indicate sopra, il quale dovrà avvenire entro e non oltre 15 giorni dal suo ricevimento. In caso di ulteriori ritardi da parte Vostra, mi riserverò il diritto di ricorrere all’autorità giudiziaria.
Qualora aveste già provveduto al pagamento, chiedo di ignorare la presente comunicazione. In caso contrario, Vi invito ad inoltrare il pagamento dello stipendio secondo le modalità precedentemente concordate, ossia presso il conto corrente il cui IBAN è IBAN NON VALIDO – SOLO ESEMPIO.
Nella speranza di una celere risposta porgo
Cordiali saluti
Milano, 24 agosto 2026
Andrea Bianchi
Come inviare il sollecito
Per un primo promemoria può essere sufficiente anche un’email ordinaria. Se però il ritardo persiste o si vuole poter dimostrare con precisione l’invio e la ricezione della richiesta, è preferibile utilizzare un mezzo che lasci una prova documentabile, come PEC o raccomandata con avviso di ricevimento.
Una richiesta scritta e inequivoca di pagamento può assumere rilievo anche ai fini della costituzione in mora. Se l’obiettivo non è più un semplice sollecito bonario ma una vera diffida formale con effetti giuridici specifici, è opportuno verificare il testo con un professionista, soprattutto quando gli importi sono rilevanti o il rapporto di lavoro è già cessato.
Cosa fare se lo stipendio continua a non essere pagato
Se il datore non paga dopo il sollecito, il lavoratore può rivolgersi a un’organizzazione sindacale, a un consulente o a un avvocato e valutare gli strumenti disponibili in base alla documentazione del credito.
È inoltre possibile rivolgersi all’Ispettorato Territoriale del Lavoro. L’Ispettorato Nazionale del Lavoro mette a disposizione, tra i servizi e la modulistica per i lavoratori, la richiesta di intervento ispettivo. Il relativo modulo contempla espressamente anche retribuzioni non ricevute, tredicesima, quattordicesima, TFR e altre spettanze economiche. Quando dalla segnalazione emergono elementi idonei a una soluzione conciliativa, l’Ispettorato può valutare l’avvio della conciliazione monocratica.
Un’altra possibile tutela è il ricorso al giudice del lavoro. In presenza dei presupposti e di adeguata prova scritta del credito può essere valutato anche il procedimento per decreto ingiuntivo. Non è però corretto descrivere una sequenza processuale identica per ogni caso, perché gli atti necessari dipendono dal titolo ottenuto, dall’eventuale opposizione del datore e dalla documentazione disponibile.
Mancato pagamento e dimissioni per giusta causa
Il mancato pagamento della retribuzione può costituire una giusta causa di dimissioni ai sensi dell’art. 2119 del Codice Civile quando l’inadempimento è sufficientemente grave da non consentire la prosecuzione, neppure provvisoria, del rapporto. Non è corretto affermare che qualsiasi ritardo o una singola mensilità non pagata producano automaticamente questo effetto: la gravità deve essere valutata nella situazione concreta.
Le dimissioni per giusta causa, nei rapporti soggetti alla procedura prevista dall’art. 26 del D.Lgs. 151/2015, devono essere trasmesse telematicamente. Il Ministero del Lavoro illustra la procedura per le dimissioni e consente di selezionare nel modulo anche la tipologia “per giusta causa”. Non è quindi sufficiente smettere di presentarsi al lavoro o limitarsi a inviare questa lettera di sollecito.
Le dimissioni per giusta causa rientrano tra le ipotesi che possono consentire l’accesso alla NASpI, purché siano presenti gli altri requisiti richiesti e il lavoratore sia in grado di documentare la giusta causa. L’INPS indica espressamente il mancato pagamento della retribuzione tra le fattispecie rilevanti nella pagina dedicata ai requisiti per richiedere la NASpI.
Errori da evitare
- Indicare mensilità non corrette: verificare cedolini, estratti conto e data contrattuale di pagamento prima dell’invio.
- Considerare i 15 giorni un termine imposto dalla legge: nel modello Word è semplicemente il termine scelto dal fac simile.
- Inviare soltanto comunicazioni delle quali non resta prova: se la controversia si sta aggravando, è preferibile poter documentare la ricezione del sollecito.
- Confondere mancato pagamento e differenze retributive: se lo stipendio è stato versato ma mancano singole voci, il contenuto della richiesta deve essere adattato.
- Dimettersi informalmente o interrompere la prestazione senza verificare la procedura: le dimissioni per giusta causa richiedono adempimenti specifici e la sussistenza della giusta causa può dover essere dimostrata.
Il datore rischia automaticamente una sanzione per ogni stipendio pagato in ritardo?
Non esiste una sanzione amministrativa generale con gli importi precedentemente indicati nella pagina applicabile automaticamente a ogni ritardo nel pagamento dello stipendio. Esistono sanzioni collegate a specifiche violazioni in materia di lavoro e retribuzione, ma devono essere ricondotte alla norma effettivamente violata. Per esempio, la disciplina sul pagamento tracciabile della retribuzione riguarda un illecito diverso dal semplice ritardo.
La lettera è obbligatoria prima di rivolgersi all’Ispettorato?
No. Il fac simile costituisce uno strumento utile per tentare di ottenere il pagamento e documentare la richiesta, ma non è un modulo che il lavoratore deve necessariamente inviare prima di poter presentare una richiesta di intervento all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
È possibile chiedere più stipendi arretrati con la stessa lettera?
Sì. Il modello Word è espressamente impostato per indicare più mensilità. È opportuno elencare con precisione i mesi interessati e verificare che siano effettivamente scaduti secondo il contratto e il CCNL applicabile.