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L’autorizzazione al cambio di residenza di un minore è, più precisamente, una dichiarazione con cui il genitore che esercita la responsabilità genitoriale manifesta il proprio consenso al trasferimento della residenza del figlio. Può essere utilizzata, per esempio, quando il minore si trasferisce con l’altro genitore oppure cambia abitazione senza che entrambi i genitori presentino insieme la dichiarazione anagrafica. In questa pagina sono disponibili un modello Word e un modello PDF da utilizzare come fac simile. Prima della presentazione è però opportuno verificare le istruzioni del Comune competente, perché alcuni uffici prevedono un proprio modulo e la procedura amministrativa può cambiare in base alla situazione familiare.
Modello di autorizzazione cambio residenza minorenni PDF
Il modello Word può essere utilizzato come bozza per predisporre la dichiarazione di consenso. È possibile aprirlo con Word, completarlo con i dati del genitore e del minore, stamparlo e firmarlo oppure convertirlo in PDF.
Modello di autorizzazione cambio residenza minorenni PDF
È disponibile anche il modello in formato PDF. Prima di utilizzarlo per una pratica anagrafica è consigliabile controllare se il Comune richiede un proprio formulario o ulteriori allegati.
A cosa serve l’autorizzazione al cambio di residenza del minore
Il documento serve a rendere esplicito l’accordo del genitore che non presenta direttamente la richiesta di trasferimento del minore. Nella modulistica di diversi Comuni viene indicato come consenso al trasferimento di residenza, assenso dell’altro genitore o con espressioni analoghe.
La scelta della residenza abituale del figlio non è una decisione che, in presenza di responsabilità genitoriale esercitata da entrambi, può essere ricondotta automaticamente al solo genitore con il quale il minore vive. L’attuale articolo 316 del codice civile stabilisce che i genitori determinano di comune accordo la residenza abituale del minore e, in caso di contrasto su questa scelta, ciascuno può rivolgersi al giudice. La disciplina è stata espressamente aggiornata dalla riforma introdotta dal D.Lgs. 149/2022.
Una regola analoga opera per i genitori separati. L’articolo 337-ter del codice civile comprende la scelta della residenza abituale tra le decisioni di maggiore interesse da assumere congiuntamente quando la responsabilità genitoriale spetta a entrambi. Anche in caso di affidamento esclusivo occorre leggere il provvedimento del giudice: l’affidamento a un solo genitore non comporta necessariamente che ogni decisione di maggiore interesse possa essere presa senza l’altro.

Residenza abituale del minore e cambio di residenza anagrafica
È utile distinguere due aspetti che spesso vengono confusi. La residenza abituale del minore riguarda il luogo nel quale si concentra concretamente la sua vita familiare, scolastica e sociale ed è una scelta rilevante ai fini dell’esercizio della responsabilità genitoriale. Il cambio di residenza anagrafica è invece il procedimento amministrativo con il quale viene dichiarato al Comune il nuovo luogo di dimora abituale.
Per questo motivo non è corretto affermare che il consenso dell’altro genitore sia necessario soltanto quando il minore si trasferisce in un Comune diverso. Anche un cambio di abitazione nello stesso Comune può riguardare il minore e può richiedere specifici adempimenti.
Va inoltre distinta questa situazione dall’obbligo previsto dall’articolo 337-sexies del codice civile. In presenza di figli minori, ciascun genitore deve comunicare all’altro entro trenta giorni il proprio cambiamento di residenza o domicilio. Questa comunicazione riguarda il cambiamento del genitore e non sostituisce l’accordo richiesto quando viene modificata la residenza abituale del figlio.
Quando utilizzare il modello
Il fac simile è adatto soprattutto quando entrambi i genitori concordano sul trasferimento del minore e uno dei due deve documentare il consenso dell’altro nell’ambito della pratica anagrafica. Può essere utilizzato anche come traccia per predisporre una dichiarazione da allegare alla documentazione richiesta dal Comune, quando l’ente non mette a disposizione un formulario obbligatorio.
Il modello non deve invece essere utilizzato per far apparire un consenso che non esiste. Se tra i genitori è in corso un effettivo contrasto sulla residenza abituale del figlio, una semplice dichiarazione privata non risolve il disaccordo e non sostituisce un eventuale provvedimento dell’autorità giudiziaria.
Non si tratta inoltre di un modulo ufficiale nazionale. Le amministrazioni comunali possono predisporre formulari propri e richiedere documentazione specifica. Quando l’ufficio competente mette a disposizione un modello dedicato, è preferibile utilizzare quello.
Come compilare l’autorizzazione al cambio di residenza del minore
La dichiarazione deve permettere di identificare con precisione il genitore che presta il consenso, il minore interessato e il trasferimento autorizzato. In genere è opportuno indicare:
- nome, cognome, luogo e data di nascita del genitore che presta il consenso;
- indirizzo di residenza e, se richiesti, recapiti del dichiarante;
- qualità di genitore, tutore o altro soggetto esercente la responsabilità genitoriale;
- nome, cognome, luogo e data di nascita del minore;
- indirizzo dal quale il minore si trasferisce;
- nuovo indirizzo di residenza;
- eventuale nominativo della persona presso la quale il minore andrà a risiedere;
- dichiarazione espressa di consenso al trasferimento;
- luogo, data e firma.
L’indirizzo deve essere indicato in modo completo, evitando formule generiche. Se sono coinvolti più figli, è necessario identificare tutti i minori ai quali il consenso si riferisce.
Firma e documento di identità
Quando la dichiarazione viene utilizzata nei confronti della Pubblica Amministrazione secondo le modalità previste dal D.P.R. 445/2000, la sottoscrizione può essere apposta davanti al dipendente incaricato oppure il documento firmato può essere presentato insieme alla copia non autenticata di un documento di identità del sottoscrittore, secondo quanto previsto dall’articolo 38 del decreto.
Anche la modulistica comunale applica frequentemente questa regola. È quindi prudente allegare una copia leggibile e in corso di validità del documento di identità del genitore che presta il consenso, salvo che la procedura utilizzata preveda una diversa identificazione, per esempio attraverso un servizio telematico autenticato.
Come presentare il consenso al Comune
Il consenso costituisce normalmente un documento collegato alla dichiarazione di cambio di residenza e non sostituisce la richiesta anagrafica vera e propria. Il cambio di residenza può essere gestito attraverso i canali messi a disposizione dal Comune oppure, nei casi previsti, tramite il servizio dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente.
Il servizio ANPR per il cambio di residenza permette ai cittadini maggiorenni registrati nell’Anagrafe nazionale di presentare online richieste per sé e per i componenti della propria famiglia anagrafica, seguendo le indicazioni visualizzate durante la procedura.
La presenza di un minore richiede però attenzione alle istruzioni del Comune. Alcune amministrazioni chiedono la firma di entrambi i genitori o un modulo separato di assenso; altre prevedono una procedura anche quando il consenso non viene prodotto, con comunicazione all’altro genitore quale soggetto interessato al procedimento. Per questa ragione il fac simile disponibile in questa pagina non deve essere considerato un requisito amministrativo identico per tutti i Comuni.
Cosa fare se l’altro genitore non è d’accordo
Quando il contrasto riguarda realmente la scelta della residenza abituale del minore, il problema non può essere risolto compilando unilateralmente un modulo. L’articolo 316 del codice civile prevede che, in caso di disaccordo su questioni di particolare importanza come la residenza abituale, ciascun genitore possa rivolgersi al giudice, che valuta la soluzione più adeguata all’interesse del figlio.
Se esistono già provvedimenti relativi ad affidamento, collocamento o responsabilità genitoriale, occorre verificarne il contenuto prima di procedere al trasferimento. La situazione è particolarmente delicata quando lo spostamento modifica in modo significativo la scuola, le frequentazioni, i rapporti con l’altro genitore o l’organizzazione stabilita da un precedente provvedimento giudiziario.
Errori da evitare
- Considerare il fac simile come un modulo ufficiale valido automaticamente presso ogni Comune.
- Ritenere che il consenso non abbia rilievo soltanto perché il nuovo indirizzo si trova nello stesso Comune.
- Confondere la comunicazione del cambio di residenza del genitore prevista dall’articolo 337-sexies con il consenso alla scelta della residenza abituale del figlio.
- Presentare una dichiarazione incompleta, senza indicare chiaramente il vecchio e il nuovo indirizzo del minore.
- Dimenticare la copia del documento di identità quando richiesta dalle modalità di presentazione adottate.
- Utilizzare il modulo in presenza di un disaccordo effettivo tra i genitori come se fosse sufficiente a superare il contrasto.
Domande frequenti
Il consenso dell’altro genitore serve sempre per cambiare la residenza del minore?
La scelta della residenza abituale deve essere assunta di comune accordo quando entrambi i genitori esercitano la responsabilità genitoriale, salvo diversa disposizione del giudice. Dal punto di vista strettamente anagrafico, invece, la documentazione e la gestione del mancato assenso possono variare tra i Comuni.
Il fac simile può sostituire il modulo predisposto dal Comune?
Non necessariamente. Il modello disponibile in questa pagina è una bozza generica. Se il Comune competente mette a disposizione un proprio modulo per il consenso al trasferimento del minore, è opportuno utilizzare la modulistica dell’ente e seguire le relative istruzioni.
Il modello può essere utilizzato anche per un cambio di abitazione nello stesso Comune?
Sì, può essere utilizzato come dichiarazione di consenso anche in questa situazione, se compatibile con le istruzioni dell’ufficio anagrafico. Non esiste una regola secondo cui ogni trasferimento all’interno dello stesso Comune sia automaticamente irrilevante rispetto alle decisioni riguardanti il minore.
Serve allegare il documento di identità del genitore che firma?
Quando la dichiarazione è sottoscritta e trasmessa alla Pubblica Amministrazione senza essere firmata davanti al dipendente incaricato, la disciplina del D.P.R. 445/2000 prevede normalmente l’allegazione della copia di un documento di identità, salvo modalità telematiche di identificazione previste dalla procedura utilizzata. È comunque necessario controllare le indicazioni del Comune destinatario.