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In questa pagina sono disponibili un fac simile di esposto per cane che abbaia in formato Word e un modello PDF, oltre a un distinto modello Word di reclamo o diffida da rivolgere al proprietario dell’animale. L’esposto serve a portare all’attenzione dell’autorità un disturbo persistente provocato dai latrati e a chiedere gli opportuni accertamenti. Si tratta di fac simile privati e non di moduli ufficiali di Polizia, Carabinieri, Procura o Comune.
Fac simile Esposto per Cane che Abbaia Word
La sezione Word comprende due file DOC distinti. Il primo è un modello di reclamo o diffida da utilizzare per chiedere direttamente al proprietario del cane di porre rimedio al disturbo. Il secondo è il fac simile di esposto vero e proprio, destinato a segnalare i fatti all’autorità competente.
Fac simile Esposto per Cane che Abbaia PDF
Il PDF riproduce il modello di esposto e può essere scaricato, consultato e stampato. Contiene i dati del segnalante, il luogo del disturbo, la provenienza dei latrati, le fasce orarie interessate e la richiesta di effettuare gli opportuni accertamenti.

Quando utilizzare l’esposto per un cane che abbaia
L’esposto è utile quando i latrati sono frequenti o prolungati e si vuole chiedere all’autorità di verificare la situazione. Nel modello scaricabile viene segnalato un persistente disturbo alla quiete pubblica causato da continui latrati e vengono indicati il luogo dal quale provengono e gli orari nei quali si manifestano principalmente.
Non qualsiasi abbaio integra però un illecito penale. L’articolo 659 del Codice penale, rubricato “Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone”, contempla espressamente anche il caso di chi suscita o non impedisce strepiti di animali. Secondo l’orientamento consolidato della giurisprudenza, per la configurabilità della fattispecie occorre che il rumore abbia l’idoneità a disturbare un numero indeterminato di persone e non soltanto uno o due vicini determinati.
Non è necessario che tutti i soggetti potenzialmente disturbati presentino una segnalazione. Ciò che rileva sul piano penale è la capacità del rumore di propagarsi e incidere sulle occupazioni o sul riposo di una pluralità indeterminata di persone, circostanza che deve essere accertata nel caso concreto.
Esposto e querela non sono la stessa cosa
Questa distinzione è particolarmente importante perché dal 30 dicembre 2022 il primo comma dell’articolo 659 c.p. è, in via generale, procedibile a querela della persona offesa. La modifica è stata introdotta dall’articolo 3 del D.Lgs. 150/2022 pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Restano le eccezioni espressamente previste dalla norma, tra cui i fatti che riguardano spettacoli, ritrovi o trattenimenti pubblici e quelli commessi nei confronti di una persona incapace per età o infermità.
L’esposto informa l’autorità e chiede accertamenti. La querela contiene invece la volontà della persona offesa che si proceda penalmente per il fatto denunciato. Le informazioni della Procura della Repubblica di Trento su denuncia e querela ricordano che la querela deve esprimere la richiesta di perseguire penalmente l’autore del fatto e può essere presentata secondo le modalità previste dalla legge presso gli uffici competenti.
Il fac simile PDF disponibile in questa pagina utilizza la formula “denuncia alla S.V. Illustrissima quanto segue” e chiede un intervento per effettuare accertamenti, ma non contiene un’esplicita richiesta di punizione. Non è quindi prudente considerarlo automaticamente una querela. Se l’obiettivo è procedere penalmente per un fatto riconducibile all’articolo 659 c.p., occorre assicurarsi che la volontà di querelare risulti in modo inequivoco e che l’atto venga presentato con le modalità previste.
In via generale, l’articolo 124 c.p. prevede un termine di tre mesi dalla notizia del fatto per proporre querela, salvo che la legge disponga diversamente. In presenza di condotte ripetute nel tempo, la determinazione concreta della decorrenza può richiedere una valutazione specifica, per cui non conviene attendere inutilmente prima di rivolgersi all’autorità.
Come compilare il modello di esposto
Il modello verificato è molto essenziale. La prima parte richiede nome e cognome del segnalante, luogo e data di nascita, residenza, codice fiscale, numero di telefono e indirizzo e-mail. È opportuno utilizzare recapiti effettivamente raggiungibili perché l’autorità potrebbe avere necessità di acquisire chiarimenti sui fatti segnalati.
Segue l’indicazione della località e del Comune in cui si verifica il disturbo. Nel campo relativo alla provenienza dei latrati bisogna individuare il luogo nel modo più preciso possibile, per esempio indicando l’indirizzo dell’abitazione, il cortile, il giardino o l’altra area dalla quale provengono i rumori. Se il nome del proprietario dell’animale non è noto, non è necessario inventarlo.
Il modello contiene poi un campo dedicato agli orari. È preferibile indicare fasce temporali concrete, per esempio “dalle 23:30 alle 02:00 e dalle 05:30 alle 07:00”, anziché formule generiche come “tutta la notte”. Se il fenomeno si ripete in giorni diversi, può essere utile annotare per qualche tempo date, orario di inizio, durata e frequenza degli episodi.
La parte finale chiede all’autorità di effettuare gli opportuni accertamenti. Il fac simile non contiene invece campi specifici per testimoni, registrazioni, precedenti segnalazioni o altri allegati. Questi elementi possono comunque essere consegnati separatamente quando pertinenti e consentiti.
Esempio compilato di Esposto per Cane che Abbaia
I dati utilizzati nell’esempio sono inventati e servono soltanto a mostrare come può essere compilato il fac simile. Il contenuto deve essere adattato al caso concreto.
Il sottoscritto Andrea Esempio, nato a Comune di Fantasia il 12 marzo 1988, residente in Via Dimostrativa 15, Comune di Esempio, codice fiscale CODICE FISCALE NON VALIDO – SOLO ESEMPIO, contattabile al numero NUMERO NON VALIDO – SOLO ESEMPIO e all’indirizzo mail EMAIL NON VALIDA – SOLO ESEMPIO, denuncia alla S.V. Illustrissima quanto segue:
In località Quartiere Dimostrativo, nel Comune di Comune di Esempio, da diverso tempo si verifica un persistente disturbo alla quiete pubblica a causa dei continui latrati di cani provenienti da un’abitazione sita in Via Prova 18, al piano terra, con giardino rivolto verso il cortile interno dello stabile.
Tale fastidio sonoro interrompe e limita la serenità quotidiana, impedendo al sottoscritto e ai propri famigliari di svolgere le normali attività quotidiane e di riposare adeguatamente. Gli orari in cui si manifestano tali latrati sono principalmente dalle ore 23:30 alle ore 02:00 e, nelle prime ore del mattino, dalle ore 05:30 alle ore 07:00, con episodi ripetuti anche durante il fine settimana.
Si richiede pertanto un intervento al fine di effettuare gli opportuni accertamenti sulla situazione esposta, garantendo il diritto alla tranquillità e al riposo dei cittadini.
In attesa di un Vostro sollecito intervento, si porgono distinti saluti.
Comune di Esempio, 27 agosto 2026
Andrea Esempio
FIRMA DI ESEMPIO
Quali elementi possono rendere l’esposto più preciso
Non è necessario disporre già di una perizia fonometrica per segnalare il problema. È però utile fornire elementi concreti che consentano di verificare il fenomeno. Possono assumere rilievo le testimonianze di altri residenti, le annotazioni degli episodi, eventuali registrazioni del rumore e precedenti comunicazioni rivolte al proprietario dell’animale.
Le registrazioni non dovrebbero essere manipolate o presentate come misurazioni tecniche del livello sonoro. Servono principalmente a documentare l’esistenza e la durata del fenomeno. L’autorità o il giudice valuteranno quali accertamenti siano necessari e quale valore attribuire ai diversi elementi disponibili.
È inoltre preferibile descrivere fatti direttamente conosciuti, evitando di attribuire al proprietario intenzioni, negligenze o responsabilità che non sono state accertate. L’esposto deve permettere all’autorità di verificare la situazione, non anticipare conclusioni che spettano agli organi competenti.
La diffida al proprietario è obbligatoria prima dell’esposto?
No. Non esiste una regola generale che imponga di inviare prima una diffida per poter presentare successivamente un esposto o una querela. Il modello Word aggiuntivo disponibile nella pagina può però essere utile quando la situazione consente un tentativo diretto di soluzione.
Con il reclamo o la diffida si informa formalmente il proprietario del cane del disturbo e gli si chiede di adottare misure idonee a limitarlo. È opportuno descrivere giorni, orari e frequenza degli abbai senza pretendere il silenzio assoluto dell’animale.
Se il problema continua, la copia della comunicazione precedente può essere conservata insieme alla documentazione relativa agli episodi successivi.
Se il cane disturba soltanto uno o pochi vicini
Quando il rumore non ha l’idoneità a raggiungere un numero indeterminato di persone, può mancare uno dei presupposti richiesti dalla giurisprudenza per l’applicazione dell’articolo 659 c.p. Questo non significa che il vicino debba necessariamente sopportare qualsiasi livello di rumore.
Sul piano civile l’articolo 844 del Codice civile disciplina anche le immissioni rumorose provenienti dal fondo vicino e utilizza come criterio la normale tollerabilità, valutata tenendo conto delle condizioni dei luoghi. Il superamento di tale limite può giustificare una richiesta diretta a far cessare o ridurre le immissioni e, quando ne ricorrono i presupposti e il danno è provato, una domanda risarcitoria.
Il risarcimento non deriva automaticamente dalla semplice presenza di rumori molesti. Chi afferma di avere subito un danno deve dimostrarne i presupposti e l’entità. Per formulare separatamente una pretesa economica può essere utile il fac simile di lettera di richiesta risarcimento danni.
Dove presentare l’esposto
In base alla natura dei fatti e alle competenze locali, ci si può rivolgere agli uffici di polizia giudiziaria, come Carabinieri, Polizia di Stato o Polizia Locale, oppure alla Procura della Repubblica. Prima dell’invio è opportuno verificare le modalità adottate dallo specifico ufficio, soprattutto se si intende presentare una querela e non una semplice segnalazione.
Non bisogna presumere che una normale e-mail o una PEC siano sempre modalità valide per proporre denuncia o querela. Le procedure possono differire e per gli atti penali devono essere rispettate le forme previste dal codice di procedura penale e dalle istruzioni dell’ufficio ricevente.
Errori da evitare
- considerare qualsiasi abbaio occasionale sufficiente a configurare il reato previsto dall’articolo 659 c.p.;
- confondere l’esposto con una querela e presumere che la richiesta generica di un intervento esprima sempre una volontà di punizione penalmente rilevante;
- indicare orari generici senza descrivere frequenza e durata del fenomeno;
- affermare che il disturbo riguarda tutto il condominio o il quartiere quando questa circostanza non è conosciuta direttamente;
- ritenere obbligatoria una misurazione fonometrica prima di poter effettuare una segnalazione;
- considerare la diffida al proprietario un passaggio necessariamente preliminare all’esposto o alla querela;
- affermare che, se sono disturbati soltanto pochi vicini, non esiste alcuna tutela: possono restare applicabili i rimedi civili contro le immissioni intollerabili;
- inviare una querela con modalità non ammesse senza verificare le istruzioni dell’autorità destinataria;
- chiedere automaticamente un risarcimento senza poter documentare il danno concretamente subito.