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In questa guida spieghiamo come funziona la relazione tecnica edilizia e proponiamo un fac simile relazione tecnica edilizia Word da utilizzare come esempio.
Come si Compila la Relazione Tecnica Edilizia
Redigere una relazione tecnica edilizia significa tradurre l’idea progettuale in un testo che accompagna gli elaborati grafici e li rende comprensibili sotto il profilo giuridico, funzionale e costruttivo. Si tratta di un passaggio imprescindibile quando si chiede un titolo abilitativo, perché l’amministrazione non si limita a verificare che le tavole siano corrette dal punto di vista formale, ma deve comprendere le motivazioni delle scelte, la loro coerenza con le norme e con il contesto fisico e urbano in cui l’intervento si inserisce. Nel caso di un appartamento da ristrutturare, la relazione assume un ruolo ancora più determinante: l’unità immobiliare è parte di un organismo edilizio più ampio, quindi ogni modifica interna può riverberarsi sugli impianti comuni, sulla statica del fabbricato o sulla distribuzione degli spazi collettivi. Descrivere con precisione ciò che esiste e ciò che cambierà diventa allora la chiave per ottenere l’autorizzazione e per guidare l’impresa nella fase esecutiva.
Il documento si apre sempre con una premessa che identifica i soggetti coinvolti, cioè il committente e il progettista, e localizza l’immobile con gli estremi catastali e con i riferimenti topografici indispensabili a individuare il cespite nel contesto urbano. Fin dall’inizio occorre ricordare quale procedura edilizia si intende attivare, perché le informazioni richieste variano, pur seguendo uno stesso filo conduttore. Una ristrutturazione che necessita di una CILA richiederà un livello di dettaglio diverso da quello preteso in una SCIA alternativa al permesso di costruire, ma la struttura logica del testo resta analoga.
Superata l’introduzione, la descrizione dell’area in cui insiste l’unità immobiliare consente al lettore di visualizzare il suo rapporto con la maglia insediativa circostante. Si spiega se l’appartamento si trova in centro storico, in zona di espansione o in un quartiere di recente formazione, quali servizi urbani siano disponibili nelle vicinanze, quali vincoli gravino sull’edificio o sull’intorno. Collocare queste informazioni in un testo continuo, privo di puntatori o numerazioni, costringe il progettista a un discorso fluido, capace di intrecciare topografia, viabilità e destinazioni d’uso con la naturalezza di una narrazione. In questa parte della relazione è frequente ricorrere a un’ortofoto o a una planimetria di scala idonea: l’immagine, sebbene allegata, diventa un supporto visivo al racconto e va citata esplicitamente nel corpo del testo. La sezione successiva affronta la verifica di conformità edilizia, urbanistica e catastale. Chi scrive deve illustrare il percorso compiuto negli archivi comunali, citare i titoli pregressi e il certificato di abitabilità, spiegare come lo stato di fatto corrisponda o si discosti dai documenti depositati. Se emergono difformità, la relazione ne racconta la natura, ne valuta la sanabilità e indica se si procederà a regolarizzazione. Questo passaggio assume rilevanza strategica, perché l’ufficio tecnico potrà concentrarsi su eventuali criticità già segnalate in modo trasparente, mentre l’impresa, in fase esecutiva, saprà quali parti del manufatto dovranno essere oggetto di sanatoria, demolizione o semplice mantenimento.
Una volta accertata la regolarità o indicato il percorso per ottenerla, l’attenzione si sposta sulla descrizione dello stato dei luoghi. Il testo, sviluppato in forma discorsiva, ripercorre le caratteristiche del fabbricato, dalla tipologia costruttiva alla consistenza dei materiali, dal sistema di copertura alla posizione dell’unità all’interno del corpo di fabbrica. Viene poi narrata la configurazione interna dell’appartamento con i dati ricavati dal rilievo metrico, senza cadere nell’elenco di dimensioni ma integrando misure, superfici e rapporti aero-illuminanti in un ragionamento che evidenzi pregi e criticità. Parlare di destinazioni d’uso dei vani, di flussi di percorrenza, di condizioni di conservazione di infissi e finiture non significa elencare parametri: occorre tessere un discorso che conduca il lettore a comprendere perché, ad esempio, una muratura debba essere demolita o perché un infisso esistente non soddisfi più i requisiti di isolamento acustico richiesti dalla normativa regionale. Quando la scena di partenza è chiara, la relazione spinge lo sguardo verso il progetto di ristrutturazione. Qui si racconta la trasformazione delle funzioni domestiche, illustrando come la nuova distribuzione ottimizzi i percorsi, migliori la fruibilità universale o consenta una più efficiente strategia energetica. L’obiettivo è mostrare il passaggio dallo stato di fatto allo stato di progetto con la stessa forza persuasiva di un disegno, ma attraverso la parola scritta. Si fa riferimento alle piante e alle sezioni che accompagneranno l’istanza, ma non ci si limita a indicarle: si spiega come la scelta di demolire un tramezzo liberi spazio per un soggiorno più luminoso o come l’introduzione di un secondo bagno incrementi il comfort senza incidere sulla volumetria. In questo modo la relazione non risulta una sequenza di note tecniche isolate, ma un vero racconto della metamorfosi dell’alloggio. Il passaggio alle innovazioni impiantistiche e tecnologiche completa il quadro. Descrivere l’adeguamento dell’impianto elettrico o la sostituzione della caldaia con un generatore a più alta efficienza richiede di collegare i singoli interventi alle prestazioni energetiche complessive, alle normative di prevenzione incendi o alle prescrizioni acustiche. Continuando a evitare la forma di elenco, il testo collega le scelte tecniche a benefici concreti: la posa di un nuovo pacchetto di isolamento interno si traduce in una riduzione dei consumi, l’inserimento di serramenti a taglio termico migliora il benessere igrotermico e abbatte i ponti acustici. L’insieme diventa coerente solo se chi legge percepisce il filo conduttore che lega la scelta progettuale alla norma e, ancora, all’esperienza quotidiana del futuro occupante. Ogni elaborato grafico citato nel testo sarà poi allegato in scala opportuna. Nella relazione questi disegni vengono evocati attraverso la narrazione delle loro caratteristiche salienti, senza ridursi a semplice didascalia. Parlando della tavola di demolizione e ricostruzione, ad esempio, non si dirà soltanto che la parete demolita è evidenziata, ma si racconterà come la sua rimozione consenta di unire due ambienti in un living più ampio, sottolineando l’impatto sulla percezione visiva dello spazio e sulla sua funzione sociale.
La parte finale della relazione è dedicata alle dichiarazioni normative. Qui il progettista dà atto che l’intervento rispetta i regolamenti edilizi, le norme igienico-sanitarie, la legislazione antisismica, i parametri di rendimento energetico e qualsiasi altro disposto di legge applicabile. Anche in questo caso il discorso resta fluido, spiegando come la distanza minima tra gli apparecchi sanitari garantisca l’accessibilità o come il pacchetto di isolamento raggiunga il valore di trasmittanza richiesto dalle prescrizioni climatiche locali. La relazione diventa così la manifestazione scritta di una responsabilità professionale: ecco perché la sua redazione non può limitarsi a riportare citazioni normative, ma deve dimostrarne l’effettiva integrazione nelle scelte architettoniche e impiantistiche.
Nel complesso la relazione tecnica edilizia si configura come un ponte tra il linguaggio del disegno e quello della legge, tra l’immaginario progettuale e la materialità del cantiere. La sua efficacia dipende dalla capacità di mantenere un tono chiaro, privo di ridondanze ma ricco di dettagli, dalla coerenza interna fra le varie sezioni e dall’accuratezza con cui si citano prove, misure e riferimenti a regolamenti. Un testo ben congegnato facilita il lavoro del funzionario comunale chiamato a rilasciare l’autorizzazione, riduce il margine di interpretazione dell’impresa e tutela il committente perché documenta in modo inequivocabile l’oggetto dell’appalto.
Chi redige deve tenere a mente che la relazione, una volta depositata, farà fede anche in caso di eventuale contenzioso: ogni informazione deve quindi essere verificabile, ogni dato misurabile, ogni dichiarazione fondata. La precisione terminologica non è un esercizio retorico ma la conditio sine qua non per tradurre la complessità edilizia in un documento legalmente cogente. Anche lo stile partecipa a questa funzione: frasi sintatticamente corrette, periodi non eccessivamente lunghi, coesione logica tra paragrafi aiutano sia l’ente preposto al controllo sia i destinatari operativi dell’intervento.

Modello Relazione Tecnica Edilizia Word
Di seguito si trova un fac simile relazione tecnica edilizia Word che è possibile utilizzare come bozza. Il documento di esempio è in formato DOC, può di conseguenza essere aperto e compilato con Word, convertito in PDF o stampato.