Indice
In questa pagina sono disponibili un fac simile Word in formato DOC e un modello PDF della lettera di recesso da una fideiussione prestata nei confronti di una banca a garanzia dei debiti di un altro soggetto. Il documento serve al fideiussore per comunicare il recesso quando questa facoltà è prevista o consentita nel caso concreto e per chiedere alla banca l’ammontare dell’esposizione che resta garantita. Si tratta di un fac simile privato e molto essenziale: prima dell’invio devono essere verificate le clausole della fideiussione, perché il recesso non comporta automaticamente la liberazione dai debiti già sorti.
Fac simile Recesso Fideiussione Bancaria Word
Il modello Word è disponibile in formato DOC e può essere scaricato e personalizzato inserendo i dati del debitore garantito, la sua sede, il luogo, la data e la firma del fideiussore. Prima dell’utilizzo è opportuno integrare il testo con gli estremi della fideiussione se ciò serve a identificare senza equivoci la garanzia interessata.
Fac simile Recesso Fideiussione Bancaria PDF
Il PDF riproduce la lettera di recesso su una pagina e può essere scaricato, consultato e stampato per la compilazione. Il testo prevede che il recesso produca effetto dalla ricezione della comunicazione e chiede alla banca di indicare il debito ancora garantito e le relative scadenze.

Quando è possibile recedere dalla fideiussione
L’articolo 1936 del Codice civile definisce fideiussore il soggetto che, obbligandosi personalmente verso il creditore, garantisce l’adempimento di un’obbligazione altrui. La possibilità di sciogliersi unilateralmente dalla garanzia non è però identica per tutte le fideiussioni.
Il primo documento da controllare è quindi il contratto sottoscritto. Nelle fideiussioni bancarie omnibus a tempo indeterminato è normalmente prevista la possibilità per il garante di recedere rispetto alle obbligazioni future, ma il contratto può stabilire modalità di comunicazione, preavviso e momento dal quale il recesso diviene efficace. Anche il provvedimento della Banca d’Italia sullo schema di fideiussione omnibus evidenzia che la definizione del termine decorso il quale il recesso diviene efficace è rimessa alla disciplina contrattuale utilizzata dalla banca.
La situazione è diversa quando la fideiussione garantisce una o più obbligazioni determinate per un periodo definito, per esempio le rate di un mutuo o gli obblighi derivanti da un contratto a termine. In questi casi il garante non può presumere di potersi liberare in qualsiasi momento con una semplice raccomandata. Occorre verificare se il contratto riconosce espressamente una facoltà di recesso oppure se esiste una diversa causa giuridica di liberazione.
La precedente versione della guida indicava invece che il recesso fosse possibile sia nei contratti a tempo determinato sia in quelli a tempo indeterminato purché venisse sostituito il fideiussore. Questa affermazione è troppo generale: la sostituzione con un altro garante può essere una soluzione concordata con il creditore, ma non costituisce una condizione legale universale del recesso.
Recesso dalla fideiussione omnibus
La fideiussione omnibus garantisce una pluralità di obbligazioni presenti e future del debitore nei confronti della banca. L’articolo 1938 del Codice civile consente di prestare fideiussione anche per un’obbligazione futura, ma in questo caso deve essere previsto l’importo massimo garantito.
Quando il recesso da una fideiussione omnibus è efficace, la sua funzione è normalmente quella di impedire che il garante continui ad assumere senza limite una nuova esposizione per il futuro. Ciò non significa che venga cancellata la responsabilità già maturata.
È quindi necessario determinare quale fosse l’esposizione garantita alla data di efficacia del recesso. Proprio per questo il fac simile chiede alla banca di comunicare l’ammontare del debito esistente e le relative scadenze.
Il recesso libera subito da tutti i debiti?
No. Questa è l’avvertenza principale da considerare prima di inviare il modulo. Il recesso non opera normalmente in modo retroattivo e non cancella le obbligazioni già comprese nella fideiussione alla data in cui diventa efficace.
Inoltre, alcuni contratti prevedono che il garante continui a rispondere anche di obbligazioni che maturano successivamente al recesso quando derivano da rapporti bancari già esistenti a quella data. La portata concreta del recesso deve quindi essere ricostruita leggendo la clausola della fideiussione e verificando quali rapporti con il debitore fossero già in essere.
Per questo motivo la frase del fac simile secondo cui “cessa ogni mia garanzia per le obbligazioni della debitrice che sorgeranno successivamente” non deve essere interpretata isolatamente. È appropriata quando corrisponde alla disciplina contrattuale applicabile, ma non può modificare unilateralmente una clausola che stabilisca effetti diversi.
La risposta della banca con l’indicazione del debito residuo è utile per delimitare l’esposizione, ma non equivale necessariamente a una liberatoria totale. Quando tutte le obbligazioni garantite risultano estinte, è prudente chiedere una conferma scritta della cessazione di ogni impegno fideiussorio.
Come compilare il Recesso Fideiussione Bancaria
- Identificare la fideiussione. Il modello inizia direttamente con il riferimento alla garanzia prestata, ma non contiene campi specifici per numero, data o importo massimo. Se il fideiussore ha sottoscritto più garanzie con la stessa banca, è opportuno aggiungere questi elementi.
- Indicare il debitore garantito. Il fac simile richiede la denominazione del soggetto a favore del quale è stata prestata la fideiussione, oltre a sede e indirizzo.
- Verificare la data di efficacia. Il testo stabilisce che il recesso abbia effetto dal ricevimento della comunicazione. Questa formula deve essere mantenuta soltanto quando coincide con le condizioni contrattuali; se è previsto un preavviso, va adattata.
- Richiedere l’esposizione residua. Il secondo paragrafo chiede alla banca di comunicare l’ammontare del debito garantito alla data di cessazione e le relative scadenze. È un passaggio utile perché consente al fideiussore di conoscere quali obbligazioni restano a suo carico.
- Inserire luogo e data. Il modello termina con uno spazio prima della sottoscrizione. La data è rilevante anche per ricostruire la cronologia della comunicazione, ma l’efficacia deve essere valutata sulla base della ricezione e delle clausole applicabili.
- Firmare la comunicazione. La lettera deve essere sottoscritta dal fideiussore che esercita il recesso.
Come inviare la comunicazione alla banca
Prima dell’invio occorre verificare se la fideiussione stabilisce una specifica modalità per esercitare il recesso, per esempio raccomandata con avviso di ricevimento, PEC o comunicazione indirizzata a un determinato ufficio della banca.
Quando il contratto non prescrive modalità particolari, è comunque opportuno utilizzare un mezzo che permetta di provare sia il contenuto sia la data di ricezione. Questo aspetto è particolarmente rilevante perché il modello collega proprio alla ricezione l’effetto del recesso.
È utile conservare una copia della lettera, la ricevuta di spedizione e quella di consegna oppure le ricevute PEC. Se la comunicazione viene consegnata direttamente in filiale, è opportuno ottenere una copia datata e sottoscritta per ricevuta.
Articolo 1956 e peggioramento delle condizioni del debitore
Il peggioramento della situazione patrimoniale del debitore non costituisce semplicemente una generica causa di recesso. L’articolo 1956 del Codice civile disciplina una diversa ipotesi di liberazione del fideiussore per obbligazioni future.
La norma prevede che il fideiussore sia liberato quando il creditore, senza una speciale autorizzazione del garante, continua a fare credito al debitore pur conoscendo che le sue condizioni patrimoniali sono divenute tali da rendere notevolmente più difficile il soddisfacimento del credito. La preventiva rinuncia del fideiussore a questa protezione non è valida.
Si tratta quindi di una causa di liberazione che richiede specifici presupposti e non deve essere confusa con il normale esercizio di una clausola di recesso.
Articolo 1955 e comportamento del creditore
Anche l’articolo 1955 c.c. riguarda una causa di liberazione distinta dal recesso. La fideiussione si estingue quando, per fatto del creditore, non può più avere effetto la surrogazione del fideiussore nei diritti, nel pegno, nelle ipoteche o nei privilegi del creditore.
Non basta quindi un generico comportamento scorretto o negligente della banca per dichiararsi automaticamente liberati. Occorre verificare se la condotta abbia concretamente compromesso il diritto del fideiussore di surrogarsi nelle garanzie e nei diritti che avrebbe potuto esercitare dopo il pagamento.
Scadenza della fideiussione e articolo 1957
Il recesso deve essere distinto anche dalla scadenza dell’obbligazione principale. L’articolo 1957 c.c. disciplina, in via generale, la permanenza della garanzia dopo tale scadenza e stabilisce termini entro i quali il creditore deve proporre e diligentemente proseguire le proprie istanze contro il debitore.
Nei contratti bancari possono tuttavia essere presenti clausole che incidono sull’applicazione di questa disposizione. Alcune clausole contenute nello storico schema ABI di fideiussione omnibus sono state inoltre oggetto del provvedimento della Banca d’Italia in materia di concorrenza e della successiva giurisprudenza. Non è quindi corretto concludere automaticamente che una fideiussione sia cessata soltanto perché sono trascorsi sei mesi: devono essere esaminati il contratto e le circostanze specifiche.
Fideiussione e contratto autonomo di garanzia
Prima di utilizzare il fac simile occorre verificare anche la natura dell’atto sottoscritto. La fideiussione è normalmente caratterizzata dall’accessorietà rispetto al debito principale. Il contratto autonomo di garanzia, invece, può attribuire al garante un’obbligazione con una maggiore autonomia rispetto al rapporto garantito.
La sola presenza di espressioni come “a prima richiesta” non dovrebbe essere valutata isolatamente: la qualificazione dipende dall’intero contenuto del contratto. Se il documento sottoscritto presenta caratteristiche di una garanzia autonoma, può essere utile confrontarlo con il fac simile di contratto autonomo di garanzia e verificare le specifiche clausole di cessazione.
Quando questo fac simile non è adatto
Il modello disponibile nella pagina presuppone che il fideiussore comunichi il recesso direttamente alla banca creditrice rispetto a una garanzia prestata a favore di un debitore. Non deve essere confuso con la revoca di una fideiussione che una banca abbia emesso, quale garante, a favore di un terzo beneficiario su richiesta del proprio cliente. In quest’ultimo caso i rapporti sono differenti e la garanzia può essere irrevocabile o subordinata a condizioni specifiche.
Il fac simile non è inoltre sufficiente quando il garante intende contestare la validità della fideiussione, invocare una causa di liberazione ex articoli 1955 o 1956 c.c., far valere la scadenza ex articolo 1957 c.c. oppure discutere la validità di specifiche clausole ABI. In queste situazioni non basta dichiarare genericamente di “recedere”, perché la tutela dipende da presupposti diversi.
Un’altra fattispecie che richiede cautela è la fideiussione prestata per un contratto di locazione o per un’altra obbligazione a durata determinata. In questi casi la garanzia può essere destinata a permanere per tutta la durata del rapporto garantito, salvo una specifica clausola di recesso o altra causa di cessazione. Per comprendere la diversa struttura può essere utile il modello di contratto di locazione con clausola garante.
Esempio compilato di Recesso Fideiussione Bancaria
I dati utilizzati nell’esempio sono inventati e servono soltanto a mostrare come può essere compilato il fac simile. Il contenuto deve essere adattato al caso concreto.
Oggetto: recesso da fideiussione
Con riferimento alla fideiussione da me prestata nei Vostri confronti e a favore della ALFA COMMERCIO ESEMPIO S.R.L. – SOLO ESEMPIO, con sede in Comune Esempio, via Via dell’Impresa n. 20 – SOLO ESEMPIO, recedo dalla fideiussione medesima con effetto dalla data di ricevimento del presente atto. Pertanto cessa ogni mia garanzia per le obbligazioni della debitrice nei Vostri confronti che sorgeranno successivamente alla data suddetta.
Vi chiedo inoltre di comunicarmi l’ammontare del debito alla data di cessazione della fideiussione e le relative scadenze, in modo che io possa conoscere l’importo da me garantito e la durata della mia obbligazione fideiussoria.
Rimango in attesa di una Vostra cortese risposta e porgo i migliori saluti.
Comune Esempio, 26 agosto 2026
Andrea Rossi
FIRMA DI ESEMPIO NON VALIDA
Errori da evitare nel recesso dalla fideiussione
- Inviare il fac simile senza leggere il contratto. Modalità, preavviso e decorrenza del recesso possono essere disciplinati espressamente dalla fideiussione.
- Ritenere che il recesso cancelli il debito già garantito. Il garante può continuare a rispondere dell’esposizione esistente alla data di efficacia e, secondo le clausole applicabili, anche di obbligazioni successivamente maturate da rapporti già in essere.
- Dare per scontato che ogni fideiussione a termine sia liberamente recedibile. Per una garanzia prestata in relazione a obbligazioni determinate la possibilità di recesso deve essere verificata specificamente.
- Confondere recesso e liberazione ex articolo 1956 c.c. Il peggioramento della situazione patrimoniale del debitore rileva nei precisi casi stabiliti dalla norma, non come causa automatica di recesso.
- Confondere recesso e articolo 1955 c.c. Questa disposizione riguarda la perdita della possibilità di surrogazione per fatto del creditore.
- Considerare la comunicazione una liberatoria. Il recesso limita gli effetti della garanzia secondo contratto, ma per sapere quando ogni esposizione è definitivamente cessata è utile ottenere un riscontro scritto dalla banca.
- Non identificare con precisione la fideiussione. Il modello non contiene un campo dedicato a numero, data o massimale; quando esistono più garanzie è opportuno integrare questi dati.
- Non conservare la prova della ricezione. Se il contratto collega l’efficacia alla ricezione o a un termine decorrente da essa, la data deve poter essere dimostrata.
- Usare il modello per una garanzia bancaria emessa dalla banca a favore di un terzo. Il fac simile riguarda il fideiussore che garantisce un debitore nei confronti della banca creditrice.