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In questa pagina è disponibile un fac simile Word di dichiarazione negativa del terzo pignorato. Il modello è predisposto soprattutto per il caso in cui il terzo sia l’ex datore di lavoro del debitore e dichiari di non avere più somme da corrispondergli perché il rapporto è cessato e tutte le spettanze sono già state liquidate. Si tratta di un fac simile privato, non di un modulo ufficiale, e deve essere utilizzato soltanto se il contenuto corrisponde alla situazione effettiva.
Fac simile Dichiarazione Negativa del Terzo Pignorato Word
Il modello è disponibile in formato DOC e può essere aperto e personalizzato con Word inserendo i dati del dichiarante, della società, della procedura esecutiva e del debitore.

A cosa serve la dichiarazione negativa del terzo pignorato
Nel pignoramento presso terzi il creditore agisce su crediti che il debitore vanta verso un altro soggetto oppure su beni del debitore che si trovano nella disponibilità di un terzo. Il terzo può essere, per esempio, una banca, un datore di lavoro o un altro soggetto che deve somme al debitore esecutato.
L’articolo 543 del Codice di procedura civile sul pignoramento presso terzi prevede che l’atto notificato contenga l’invito al terzo a comunicare al creditore procedente la dichiarazione prevista dall’articolo 547 entro dieci giorni, mediante raccomandata o posta elettronica certificata.
Con la dichiarazione prevista dall’articolo 547 del Codice di procedura civile, il terzo deve specificare di quali cose o somme sia debitore o si trovi in possesso, quando debba eseguirne il pagamento o la consegna e gli eventuali sequestri e cessioni rilevanti previsti dalla norma.
La dichiarazione è negativa quando il terzo afferma, sulla base di dati effettivamente verificati, di non essere debitore di somme nei confronti dell’esecutato e di non avere beni di sua appartenenza rilevanti per il pignoramento. Il fac simile disponibile in questa pagina riguarda una situazione ancora più specifica: un’impresa dichiara che il rapporto di lavoro con il debitore è terminato e che le spettanze maturate sono già state liquidate.
Quando utilizzare questo fac simile
Il modello è adatto soprattutto al datore di lavoro che riceve un pignoramento riferito a un ex dipendente quando, prima di rendere la dichiarazione, ha verificato che il rapporto sia realmente cessato e che non residuino retribuzioni, trattamento di fine rapporto, indennità, rimborsi o altre somme ancora dovute.
Non deve invece essere utilizzato senza modifiche se esiste ancora un debito verso il lavoratore, anche se di importo ridotto o non ancora materialmente pagato. In tale situazione la dichiarazione deve rappresentare correttamente le somme dovute e le relative scadenze. Una dichiarazione negativa non va utilizzata neppure soltanto perché la somma disponibile è inferiore all’importo indicato nell’atto di pignoramento.
Il testo scaricabile fa inoltre riferimento espressamente alla cessazione di un rapporto di lavoro. Una banca, un cliente del debitore, un ente o un altro tipo di terzo deve quindi predisporre una dichiarazione coerente con il rapporto effettivamente esistente e non limitarsi a sostituire i dati anagrafici nel modello.
Come compilare la Dichiarazione Negativa del Terzo Pignorato
Il fac simile inizia con l’oggetto “Pignoramento presso terzi – Dichiarazione negativa del terzo pignorato”. Devono poi essere indicati nome e cognome del dichiarante, luogo e data di nascita, residenza, codice fiscale e qualità in cui agisce.
Nel modello il dichiarante può essere il titolare o legale rappresentante della società terza pignorata oppure, secondo quanto previsto dall’articolo 547 c.p.c., un procuratore speciale o un difensore munito di procura speciale. Se si utilizza una delle alternative previste, le parti non pertinenti del testo devono essere eliminate o adattate, evitando di lasciare opzioni contraddittorie nel documento finale.
La parte successiva identifica la procedura esecutiva, il creditore procedente e il debitore esecutato. Occorre utilizzare gli estremi riportati nell’atto ricevuto, senza ricostruirli a memoria. Il modello contiene anche il riferimento alla notifica tramite PEC: se l’atto è stato notificato con una modalità diversa, questa indicazione deve essere adattata alla situazione reale.
La dichiarazione centrale afferma che la società non ha alcun debito verso il debitore perché il rapporto di lavoro è cessato e tutte le spettanze sono state liquidate. Prima di sottoscrivere questa formula è quindi necessario controllare che non esistano importi ancora dovuti. È particolarmente importante verificare le date: dal momento della notifica del pignoramento il terzo è soggetto agli obblighi previsti dall’articolo 546 c.p.c. relativamente alle somme o cose dovute nei limiti stabiliti dalla norma.
Il documento termina con luogo, data e firma. Se la dichiarazione viene resa tramite procuratore speciale o difensore munito di procura speciale, il fac simile prevede espressamente il riferimento alla procura allegata.
Esempio compilato di Dichiarazione Negativa del Terzo Pignorato
I dati utilizzati nell’esempio sono inventati e servono soltanto a mostrare come può essere compilato il fac simile. Il contenuto deve essere adattato al caso concreto.
OGGETTO: Pignoramento presso terzi – DICHIARAZIONE NEGATIVA DEL TERZO PIGNORATO
La sottoscritta Giulia Verdi
nata a Città Esempio, il 12 marzo 1982,
residente a Comune Esempio, codice fiscale CODICE FISCALE NON VALIDO – SOLO ESEMPIO, quale legale rappresentante della ditta/società Alfa Esempio S.r.l. – DENOMINAZIONE FITTIZIA
in qualità di terzo pignorato, nell’esecuzione presso terzi ESEMPIO-001 promossa da Paolo Rossi contro Marco Bianchi, visto l’atto di pignoramento presso terzi notificato tramite PEC in data 5 agosto 2026,
ai sensi dell’art. 547 e ss. c.p.c.
DICHIARA CHE
la nostra Società/Ditta non ha alcun debito nei confronti del Sig. Marco Bianchi dal momento che il rapporto di lavoro è cessato in data 30 giugno 2026 e che in data 15 luglio 2026 sono state liquidate tutte le spettanze maturate.
Comune Esempio, 10 agosto 2026
Firma
Giulia Verdi
A chi inviare la dichiarazione e entro quale termine
La dichiarazione ex art. 547 c.p.c. deve essere trasmessa al creditore procedente, personalmente dal terzo oppure tramite procuratore speciale o difensore munito di procura speciale. L’atto di pignoramento deve contenere le informazioni necessarie per effettuare la comunicazione.
Il termine di dieci giorni è indicato dall’articolo 543 c.p.c. nell’invito rivolto al terzo. La modalità prevista dalla disciplina ordinaria è la raccomandata oppure la posta elettronica certificata. È opportuno conservare copia della dichiarazione e la prova della trasmissione.
Il modello non deve essere inviato automaticamente al debitore o al giudice in sostituzione delle modalità indicate nell’atto di pignoramento. In presenza di una procedura particolare, come quelle disciplinate da norme speciali in materia di riscossione, occorre seguire le indicazioni contenute nell’atto ricevuto.
Cosa succede se la dichiarazione negativa viene contestata
La dichiarazione negativa non impedisce al creditore di contestarne il contenuto. L’articolo 549 c.p.c. prevede che, se sorgono contestazioni sulla dichiarazione, il giudice dell’esecuzione possa, su istanza di parte, compiere gli accertamenti necessari nel contraddittorio tra le parti e il terzo e decidere con ordinanza.
La relativa disciplina è consultabile nell’articolo 549 del Codice di procedura civile sulla dichiarazione contestata. L’ordinanza adottata in questa fase produce gli effetti previsti dalla norma nell’ambito della procedura esecutiva ed è impugnabile nelle forme e nei termini dell’articolo 617 c.p.c.
Cosa succede se il terzo non rende la dichiarazione
Non inviare la dichiarazione non equivale a rendere una dichiarazione negativa. Se all’udienza il creditore riferisce di non averla ricevuta, l’articolo 548 c.p.c. prevede la fissazione di una successiva udienza e la notificazione della relativa ordinanza al terzo almeno dieci giorni prima.
Se il terzo non compare alla nuova udienza oppure compare ma rifiuta di rendere la dichiarazione, il credito o il possesso del bene possono essere considerati non contestati, nei termini indicati dal creditore, quando l’allegazione consente di identificarli. Per questo motivo, quando il terzo non deve effettivamente nulla al debitore, è preferibile rendere tempestivamente una dichiarazione chiara e corrispondente alla situazione reale anziché ometterla.
Errori da evitare
Il primo errore è utilizzare il fac simile perché il rapporto di lavoro è terminato senza controllare se rimangano somme ancora da liquidare. La cessazione del rapporto, da sola, non dimostra necessariamente l’assenza di ogni debito verso l’ex dipendente.
È inoltre necessario evitare date inesatte, riferimenti a una procedura diversa, l’indicazione della PEC come modalità di notifica quando l’atto è stato notificato diversamente e la sottoscrizione da parte di un soggetto privo dei poteri richiesti.
Il modello è volutamente circoscritto al caso di un ex datore di lavoro che dichiara di avere già liquidato tutte le spettanze. Se la situazione è diversa, se esistono somme future o residue, oppure se vi sono sequestri, cessioni o altri vincoli da dichiarare, il testo deve essere integrato in modo coerente con l’articolo 547 c.p.c. e con il contenuto dell’atto di pignoramento ricevuto.