Indice
In questa pagina sono disponibili un fac simile Word e un modello PDF per chiedere a un creditore di concordare un piano di rientro di un debito. Il modello può essere utilizzato quando non è possibile pagare integralmente una somma alla scadenza e si vuole negoziare una dilazione o una rateizzazione. Si tratta di fac simili privati, non di moduli ufficiali. La proposta non modifica da sola le condizioni del debito: perché nasca un nuovo accordo occorre l’accettazione del creditore.
Fac simile Proposta Piano di Rientro Word
Il modello Word è disponibile in formato DOC e può essere scaricato e personalizzato in base al debito, al creditore e alle condizioni che si intendono proporre. Il formato Word è quello più adatto quando occorre integrare la lettera con importi delle rate, scadenze, modalità di pagamento e altre condizioni della proposta.
Fac simile Proposta Piano di Rientro PDF
Il PDF può essere scaricato, consultato e stampato. Il documento è una richiesta sintetica di definizione di un piano di rientro.

Cosa contiene il PDF scaricabile
Il PDF disponibile nella pagina è una richiesta con la quale il debitore, dopo avere ricevuto dal creditore una comunicazione di pagamento, espone la causa del mancato adempimento e chiede di concordare un piano di rientro.
Il documento contiene gli spazi per nome e cognome, data e luogo di nascita, residenza, indirizzo e codice fiscale del debitore. Devono poi essere indicate la data della comunicazione ricevuta dal creditore e la somma di cui è stato richiesto il pagamento.
Nella parte denominata PREMESSO deve essere spiegata la ragione per cui il debito non è stato pagato nei termini. Segue la sezione CHIEDE, nella quale è già inserita la richiesta di definire un piano di rientro per agevolare la restituzione di quanto dovuto. Il documento termina con una formula di saluto e lo spazio per la firma.
Come formulare una proposta di piano di rientro
Prima di inviare la lettera è necessario individuare con precisione la posizione debitoria. Quando possibile, è utile fare riferimento al contratto, alle fatture, alla comunicazione di sollecito o a un altro elemento che permetta al creditore di capire senza dubbi quale debito è interessato.
Se l’obiettivo è presentare fin dall’inizio una proposta concreta, oltre ai dati presenti nel PDF conviene specificare la somma complessivamente dovuta, le eventuali somme già pagate, il numero delle rate, l’importo di ogni rata e le rispettive date di scadenza. È opportuno chiarire anche se l’importo comprende interessi e spese e con quale modalità dovranno essere effettuati i pagamenti.
Una proposta sostenibile è preferibile a un piano con rate che il debitore non è realisticamente in grado di rispettare. Al tempo stesso, il creditore non è obbligato ad accettare la dilazione: può rifiutarla, formulare una controproposta oppure subordinare l’accordo a condizioni differenti.
Il semplice invio della richiesta non sospende automaticamente solleciti, interessi, decadenze, azioni giudiziali o procedure esecutive già avviate. Se si vuole che il creditore non intraprenda o sospenda determinate iniziative durante il regolare pagamento delle rate, tale impegno deve risultare dall’accordo accettato e deve essere formulato in modo coerente con la situazione esistente.
Proposta e accordo di piano di rientro sono documenti diversi
La proposta è l’atto con cui il debitore chiede nuove condizioni di pagamento. Fino all’accettazione, resta una manifestazione unilaterale e non attribuisce al debitore il diritto di pagare secondo le rate proposte.
Quando il creditore accetta, è opportuno conservare una prova scritta dalla quale risultino chiaramente il debito interessato, il capitale residuo, gli eventuali interessi e spese, le rate concordate, le scadenze, la modalità di pagamento e le conseguenze di un eventuale inadempimento.
Non è automatico, per esempio, che il mancato pagamento di una sola rata renda immediatamente esigibile tutto il residuo. Una conseguenza di questo tipo può derivare dalle condizioni concordate o dalla disciplina applicabile, ma non deve essere data per scontata se l’accordo non la prevede.
Se le parti hanno già definito tutti questi aspetti e devono formalizzare l’intesa, può risultare più appropriato il fac simile di accordo per piano di rientro disponibile sul sito.
Attenzione al riconoscimento del debito
Il testo del PDF contiene espressioni come “importo ad oggi ancora sospeso”, “mancato pagamento del debito” e “restituzione di quanto dovuto”. Queste formulazioni devono essere utilizzate con cautela quando il debitore contesta l’esistenza del credito, il suo importo o altre pretese del creditore.
L’articolo 1988 del Codice civile sulla ricognizione di debito stabilisce che la promessa di pagamento o il riconoscimento di un debito dispensano il beneficiario dall’onere di provare il rapporto fondamentale, la cui esistenza si presume fino a prova contraria. Un riconoscimento del diritto del creditore può inoltre incidere sulla prescrizione.
Di conseguenza, chi vuole chiedere una dilazione ma allo stesso tempo contesta una parte della pretesa non dovrebbe utilizzare senza modifiche un modello che riconosce genericamente “quanto dovuto”. In una situazione di questo tipo è necessario distinguere con precisione la parte eventualmente riconosciuta da quella contestata.
Esempio compilato di Proposta Piano di Rientro
I dati utilizzati nell’esempio sono inventati e servono soltanto a mostrare come può essere compilato il fac simile. Il contenuto deve essere adattato al caso concreto.
Il sottoscritto Andrea Esempio, nato il 12 aprile 1982 a Comune Esempio, residente in Comune Esempio, via Via Dimostrativa 10, CF CODICE FISCALE NON VALIDO – SOLO ESEMPIO, con la presente comunica di avere ricevuto la vostra comunicazione del 10 agosto 2026 dalla quale si evince la richiesta di immediato pagamento dell’importo di euro 4.800,00 ad oggi ancora sospeso.
PREMESSO
che il mancato pagamento del debito nei termini previsti è dovuto a una temporanea riduzione delle disponibilità finanziarie conseguente al ritardo nell’incasso di somme attese nel corso dei mesi di giugno e luglio 2026.
CHIEDE
la definizione di un piano di rientro al fine di agevolare la restituzione di quanto dovuto.
In attesa di un felice riscontro, porgo distinti saluti.
Comune Esempio, 28 agosto 2026
Andrea Esempio
Firma: FIRMA DI ESEMPIO NON VALIDA
Il piano di rientro comporta una novazione del debito?
Normalmente la semplice concessione di nuove scadenze non comporta da sola l’estinzione dell’obbligazione originaria e la sua sostituzione con una nuova. L’articolo 1230 del Codice civile richiede, per la novazione, una nuova obbligazione con oggetto o titolo diverso e una volontà non equivoca di estinguere quella precedente.
L’articolo 1231 del Codice civile precisa espressamente che l’apposizione o l’eliminazione di un termine e le altre modificazioni accessorie dell’obbligazione non producono novazione.
Non è quindi corretto presumere che ogni piano di rientro sia novativo. Se le parti vogliono estinguere il rapporto originario e sostituirlo con una nuova obbligazione devono esprimere questa volontà in modo coerente con i requisiti previsti dalla legge. In mancanza, la rateizzazione può limitarsi a modificare le modalità e i tempi dell’adempimento del debito esistente.
Cosa succede se il piano non viene rispettato
Un piano sottoscritto dal debitore può costituire una prova rilevante dell’esistenza della posizione creditoria e può essere utilizzato dal creditore in un’eventuale iniziativa giudiziale. Non è però corretto affermare che qualsiasi piano firmato determini automaticamente l’emissione di un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo.
Per il procedimento monitorio occorrono i presupposti previsti dal Codice di procedura civile. Anche la provvisoria esecutività non discende automaticamente dalla presenza di un piano di rientro: l’articolo 642 del Codice di procedura civile individua le condizioni nelle quali il giudice può concederla.
Per questo motivo l’accordo dovrebbe indicare chiaramente cosa accade in caso di pagamento tardivo o mancato, evitando formule generiche dalle quali non sia possibile capire se il creditore può richiedere immediatamente il residuo, risolvere l’accordo o applicare altre conseguenze pattuite.
Piano di rientro o saldo e stralcio
Il piano di rientro viene normalmente utilizzato quando il debitore chiede più tempo per pagare l’importo dovuto. Se invece propone al creditore di accettare una somma inferiore in cambio della chiusura della posizione, si tratta di un’operazione diversa. In quel caso può essere più appropriato utilizzare un fac simile di proposta di saldo e stralcio.
Una volta effettuato l’ultimo pagamento previsto dall’accordo, può essere utile chiedere al creditore un documento che attesti l’avvenuto saldo della specifica posizione. A questo scopo è disponibile il fac simile di quietanza liberatoria, da utilizzare soltanto quando il suo contenuto corrisponde effettivamente alla situazione debitoria.