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In questa pagina sono disponibili un fac simile Word e un modello PDF per formalizzare una collaborazione sporadica e occasionale resa senza compenso a favore di una ditta, società o altro committente. Il documento verificato qualifica il prestatore come “collaboratore atipico a titolo gratuito” e prevede autonomia organizzativa, assenza di vincoli di subordinazione e possibilità di recesso senza preavviso. Si tratta di un fac simile privato, non di un modulo ufficiale. La semplice sottoscrizione del documento non rende lecita qualsiasi attività gratuita in azienda e non sostituisce gli obblighi di lavoro, sicurezza, previdenza o assicurazione eventualmente applicabili al rapporto concreto.
Fac simile Prestazione a Titolo Gratuito Word
Il download contiene un file DOC che può essere aperto con Word o con un programma compatibile e personalizzato. La versione Word è quella più adatta quando occorre correggere o integrare le clausole in funzione dell’attività effettivamente svolta e della posizione delle parti.
Fac simile Prestazione a Titolo Gratuito PDF
Il PDF verificato è composto da una pagina e contiene spazi da completare con i dati delle parti, l’oggetto della collaborazione e la motivazione della gratuità. Può essere scaricato, consultato e stampato. Non è stato verificato come PDF dotato di campi interattivi compilabili.

Cosa contiene realmente il fac simile
La prima parte identifica la ditta, società o altro soggetto che riceve la collaborazione, con sede, codice fiscale o partita IVA e nominativo del legale rappresentante. Seguono nome, luogo e data di nascita, residenza e codice fiscale del collaboratore.
Il documento stabilisce quindi che l’attività viene prestata sporadicamente e occasionalmente senza pretesa economica e richiede di indicarne l’oggetto prevalente. Una clausola disciplina l’assenza di compensi, contributi, prestazioni assicurative, assistenziali o previdenziali e rimborsi spese. Il collaboratore deve poi indicare la motivazione della propria scelta e dichiara di operare in piena autonomia, senza subordinazione e senza obblighi di orario. Il fac simile consente a entrambe le parti di recedere senza preavviso o obbligo di motivazione e termina con la dichiarazione del committente di accettare la presenza del collaboratore in azienda alle condizioni pattuite, seguita dalla formula di lettura, conferma e sottoscrizione e dagli spazi finali.
Quando può essere utilizzato il modello
Il documento può avere una funzione probatoria quando esiste realmente una collaborazione gratuita, limitata e autonoma e le parti vogliono mettere per iscritto la volontà di non prevedere un corrispettivo. La forma scritta consente di documentare l’oggetto dell’attività, la ragione della gratuità e le condizioni concordate.
Non basta però chiamare il rapporto “collaborazione gratuita” o dichiarare che non esiste subordinazione. Nell’eventuale verifica della natura del rapporto assumono rilievo le modalità con cui l’attività viene svolta nella realtà. Una presenza stabile nell’organizzazione aziendale, l’assoggettamento continuativo alle direttive del titolare, obblighi di presenza e orari imposti possono rendere il fac simile non adeguato alla situazione concreta.
Il modello non deve quindi essere utilizzato per sostituire un normale rapporto di lavoro retribuito, per regolarizzare a posteriori lavoro già svolto in condizioni diverse da quelle dichiarate o per fare rinunciare preventivamente a diritti inderogabili. Se l’attività è stabile, organizzata dall’impresa o presenta caratteristiche proprie di un rapporto di lavoro, occorre individuarne il corretto inquadramento prima dell’inizio della collaborazione.
La gratuità non elimina gli obblighi di sicurezza
Una delle parti più delicate del fac simile è la clausola secondo cui il collaboratore non percepirà “qualunque altra provvidenza assicurativa, assistenziale o previdenziale”. Questa formulazione non può essere interpretata come una rinuncia valida agli obblighi che la legge eventualmente pone a carico del soggetto presso il quale viene svolta l’attività.
In particolare, l’articolo 2 del D.Lgs. 81/2008 sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro utilizza una definizione ampia di lavoratore, comprendendo chi svolge un’attività nell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato anche senza retribuzione, fatte salve le specifiche esclusioni e discipline previste dal decreto.
La gratuità non consente quindi di escludere contrattualmente gli obblighi di sicurezza eventualmente applicabili. Anche gli aspetti previdenziali e assicurativi devono essere valutati sulla base dell’effettiva natura dell’attività e del soggetto che la svolge, non soltanto sulla denominazione scelta dalle parti.
Per questo motivo, nella versione Word è prudente sostituire la formulazione assoluta presente nel modello con una clausola che precisi l’assenza di compenso e degli eventuali rimborsi non concordati, facendo salvi gli obblighi assicurativi, previdenziali, assistenziali e di sicurezza inderogabilmente previsti dalla legge.
Prestazione professionale gratuita
Una prestazione professionale può essere resa gratuitamente in determinate circostanze. La giurisprudenza ha riconosciuto che l’onerosità non costituisce in ogni caso un elemento indispensabile della prestazione professionale e che la gratuità può essere giustificata, per esempio, da ragioni di amicizia, parentela, benevolenza, interesse sociale o convenienza personale indiretta.
La sentenza della Cassazione n. 21972 del 28 ottobre 2015, spesso richiamata in materia fiscale, non stabilisce però che qualsiasi prestazione non fatturata debba essere automaticamente considerata gratuita. In quel caso la Corte ritenne plausibile la spiegazione fornita dal professionista sulla base delle specifiche circostanze accertate. Un accordo scritto che individui chiaramente prestazione e gratuità può quindi essere utile a documentare la situazione, ma non impedisce eventuali verifiche sulla sua effettiva corrispondenza ai fatti.
Per un vero incarico professionale è normalmente preferibile partire da una lettera di incarico professionale e adattarne espressamente la parte economica, anziché utilizzare un modello costruito per un generico “collaboratore atipico” presente in azienda.
Occorre inoltre considerare la legge 21 aprile 2023, n. 49 sull’equo compenso. La disciplina si applica alle prestazioni professionali rese nei confronti dei committenti individuati dalla legge, tra cui banche, assicurazioni, determinate imprese di maggiori dimensioni, pubbliche amministrazioni e società a partecipazione pubblica. Quando il rapporto rientra nel suo campo di applicazione, la previsione di una prestazione completamente gratuita deve essere verificata rispetto alle norme sull’equo compenso e non può essere giustificata facendo riferimento soltanto alla volontà delle parti.
Prestazione gratuita e prestazione occasionale INPS sono diverse
Nel fac simile le parole “sporadicamente e occasionalmente” descrivono semplicemente le modalità che le parti intendono attribuire alla collaborazione. Non significano che sia stato stipulato un Contratto di prestazione occasionale disciplinato dalla normativa sul lavoro occasionale.
Il Contratto di prestazione occasionale gestito dall’INPS è infatti uno specifico strumento retribuito, soggetto a requisiti, limiti e adempimenti propri. Il semplice inserimento della parola “occasionale” in una dichiarazione privata non rende applicabile né sostituisce tale disciplina.
Collaborazione gratuita e volontariato non sono la stessa cosa
Il modello non è neppure un contratto di volontariato del Terzo Settore. Il volontario di un Ente del Terzo Settore opera nell’ambito della specifica disciplina del D.Lgs. 117/2017, che regola gratuità, assicurazione, registro dei volontari non occasionali e rimborsi delle spese effettivamente sostenute nei casi consentiti.
Quando l’attività viene prestata a favore di un ETS è quindi necessario verificare tale disciplina anziché utilizzare automaticamente il fac simile destinato a una generica presenza gratuita in azienda. Per la documentazione delle spese è disponibile anche il modello di rimborso spese per volontari del Terzo Settore.
Come compilare la Prestazione a Titolo Gratuito
- Committente: indicare la denominazione esatta della ditta, società o altro soggetto che riceve la collaborazione, la sede, il codice fiscale o la partita IVA e il legale rappresentante.
- Collaboratore: riportare nome e cognome, luogo e data di nascita, residenza e codice fiscale.
- Oggetto prevalente: descrivere in modo concreto l’attività che verrà svolta, evitando formule generiche come “aiuto in azienda”.
- Gratuità: verificare che non sia effettivamente previsto un compenso diretto o indiretto. Se sono previsti rimborsi spese, la clausola del modello deve essere modificata perché il testo originale li esclude.
- Motivazione: indicare la ragione effettiva per cui il collaboratore intende prestare gratuitamente la propria attività.
- Autonomia: la dichiarazione di assenza di subordinazione deve corrispondere alle modalità reali con cui verrà svolta la collaborazione.
- Recesso: il fac simile prevede che ciascuna parte possa interrompere l’accordo senza preavviso e senza obbligo di motivazione.
- Luogo, data e sottoscrizione: completare la parte finale e fare sottoscrivere il documento alle parti interessate.
Il modello non prevede una durata determinata, giorni di presenza, strumenti utilizzati o luogo specifico di svolgimento dell’attività. Se questi elementi sono rilevanti, la versione Word deve essere adattata, evitando però di introdurre obblighi di presenza e modalità organizzative incompatibili con l’autonomia dichiarata.
Esempio compilato di Prestazione a Titolo Gratuito
I dati utilizzati nell’esempio sono inventati e servono soltanto a mostrare come può essere compilato il fac simile. Il contenuto deve essere adattato al caso concreto.
Tra Società Esempio S.r.l. – DENOMINAZIONE NON REALE, avente sede in Via Dimostrativa 10, 00000 Comune Esempio (XX) – INDIRIZZO NON REALE, C.F./P.IVA PARTITA IVA NON VALIDA – SOLO ESEMPIO, in persona del legale rappresentante Laura Esempio
e
il Sig. Andrea Esempio, nato a Comune Esempio il 12 aprile 1985 e residente in Via Illustrativa 25, 00000 Comune Esempio (XX) – INDIRIZZO NON REALE, C.F. CODICE FISCALE NON VALIDO – SOLO ESEMPIO, collaboratore atipico a titolo gratuito,
si conviene e si stipula quanto segue.
Il Sig. Andrea Esempio accetta di prestare, sporadicamente e occasionalmente e senza pretesa economica alcuna, la propria attività di collaborazione con oggetto prevalente supporto alla catalogazione digitale dell’archivio fotografico storico della società.
Il Sig. Andrea Esempio non percepirà alcun compenso o indennità e non avrà diritto a rimborsi spese. Restano fermi gli eventuali obblighi assicurativi, assistenziali, previdenziali, contributivi e di sicurezza inderogabilmente previsti dalla normativa applicabile in relazione alle modalità effettive di svolgimento dell’attività.
Il Sig. Andrea Esempio motiva la propria scelta con l’interesse personale per la conservazione dell’archivio storico e la volontà di collaborare occasionalmente al progetto e presterà la propria opera in piena autonomia organizzativa e giuridica, senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente e senza obblighi di orario.
Ciascuna delle parti potrà recedere senza preavviso o onere di motivazione, in relazione alla natura del contratto.
La Società Esempio S.r.l. – DENOMINAZIONE NON REALE, preso atto delle motivazioni e delle intenzioni del collaboratore a titolo gratuito, accetta la sua presenza in azienda alle condizioni indicate nel presente accordo.
Letto, confermato e sottoscritto.
Comune Esempio, 28 agosto 2026
Per il committente
Laura Esempio
FIRMA DI ESEMPIO NON VALIDA
Il collaboratore a titolo gratuito
Andrea Esempio
FIRMA DI ESEMPIO NON VALIDA
Quando il fac simile non è adatto
Il documento non è adatto a un rapporto che, nella realtà, prevede una normale prestazione lavorativa organizzata e continuativa all’interno dell’impresa. Non deve essere utilizzato per sostituire un contratto di lavoro, per eludere un compenso dovuto oppure per fare rinunciare il collaboratore a tutele inderogabili.
Non è inoltre il modello appropriato per un tirocinio, uno stage, un rapporto di volontariato disciplinato da una normativa specifica o un incarico professionale per il quale trovino applicazione particolari norme di legge o deontologiche.
Errori da evitare nella Prestazione a Titolo Gratuito
- Utilizzare il modello soltanto per giustificare la presenza abituale di una persona che in concreto svolge una normale attività lavorativa nell’impresa.
- Ritenere che la firma della clausola sull’autonomia impedisca una diversa qualificazione del rapporto se le modalità effettive mostrano caratteristiche differenti.
- Interpretare la rinuncia contenuta nel fac simile come possibilità di escludere obblighi di sicurezza, assicurativi, previdenziali o contributivi imposti dalla legge.
- Lasciare la clausola che esclude qualsiasi rimborso quando le parti hanno invece concordato il rimborso di determinate spese.
- Usare il modello generico per un incarico professionale senza verificare disciplina dell’ordine professionale, responsabilità, aspetti fiscali ed eventuale applicazione dell’equo compenso.
- Confondere la parola “occasionale” presente nel documento con il Contratto di prestazione occasionale gestito dall’INPS.
- Utilizzare il fac simile come contratto di volontariato di un Ente del Terzo Settore senza considerare la relativa disciplina specifica.
- Descrivere l’attività in modo generico, senza consentire di capire quale collaborazione venga effettivamente prestata.
- Indicare una motivazione della gratuità non corrispondente alla situazione reale.
- Conservare soltanto il modello firmato senza documentare eventuali modifiche successive alle condizioni della collaborazione.