Indice
Il fac simile consente di chiedere all’ente impositore l’annullamento totale o parziale di un avviso di accertamento ritenuto illegittimo o infondato. Il documento prevede sia i casi di autotutela obbligatoria sia, in via subordinata, la richiesta di autotutela facoltativa.
Si tratta di un modello privato e non di un modulo ufficiale dell’Agenzia delle Entrate. Può essere adattato agli accertamenti emessi dall’Agenzia o da un altro ente impositore, sostituendo il destinatario e le parti non pertinenti.
Fac simile Istanza in Autotutela per Annullamento Avviso di Accertamento Word
Il modello Word può essere scaricato e personalizzato con i dati del contribuente, gli estremi dell’accertamento, le ragioni della richiesta e l’elenco dei documenti allegati.
A cosa serve l’istanza in autotutela
L’istanza permette al contribuente di segnalare all’ufficio che ha emesso l’avviso un errore tale da giustificare l’annullamento o la rettifica dell’atto. Il modello è strutturato per indicare l’importo contestato, descrivere l’errore, richiamare le prove disponibili e quantificare l’eventuale somma corretta.
La richiesta può riguardare l’intero accertamento oppure soltanto una parte. Nel secondo caso è opportuno allegare un prospetto di ricalcolo che mostri chiaramente l’importo ritenuto dovuto. Il fac simile contiene anche una domanda di sospensione degli effetti dell’atto e della riscossione. Questa domanda non produce però una sospensione automatica: occorre un provvedimento espresso dell’ufficio competente.

Autotutela obbligatoria e autotutela facoltativa
Gli articoli 10-quater e 10-quinquies dello Statuto dei diritti del contribuente distinguono l’autotutela obbligatoria da quella facoltativa.
Nel modello è possibile selezionare uno dei casi previsti per l’autotutela obbligatoria:
- errore di persona
- errore di calcolo
- errore nell’individuazione del tributo
- errore materiale del contribuente facilmente riconoscibile
- errore sul presupposto d’imposta
- mancata considerazione di pagamenti regolarmente eseguiti
- mancanza di documenti successivamente sanata entro un termine previsto a pena di decadenza.
Se il caso non rientra in queste ipotesi, il fac simile chiede in via subordinata che la domanda sia valutata come sollecitazione dell’autotutela facoltativa. In tale situazione l’annullamento dipende dalla valutazione dell’amministrazione e non può essere dato per scontato.
L’autotutela obbligatoria non opera dopo un anno dalla definitività dell’atto determinata dalla mancata impugnazione, né in presenza di una sentenza definitiva favorevole all’amministrazione. Le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate sull’autotutela devono essere verificate insieme alle istruzioni riportate nell’avviso ricevuto.
Come compilare il fac simile
Destinatario e oggetto
Nella prima parte bisogna indicare l’ente che ha emesso l’accertamento, la direzione o l’ufficio competente e il relativo indirizzo PEC. Se l’atto proviene da un Comune o da un altro ente impositore, il riferimento all’Agenzia delle Entrate deve essere sostituito con quello presente nell’avviso.
La copia per conoscenza all’Agenzia delle Entrate-Riscossione va mantenuta soltanto se le somme sono già state affidate alla riscossione. Nell’oggetto devono essere riportati il numero dell’avviso e il periodo d’imposta.
Dati del contribuente
Il modello offre due alternative: persona fisica oppure società o altro ente. Devono essere eliminate le parti non utilizzate. Per una persona fisica vanno inseriti generalità, codice fiscale, residenza, PEC o recapito e telefono. Per una società occorrono anche denominazione, sede, codice fiscale o partita IVA e dati del legale rappresentante.
Se l’istanza è presentata tramite un professionista o un procuratore, devono essere compilati i relativi campi e allegata la delega con il documento di identità del delegato.
Estremi e stato dell’accertamento
Occorre indicare data di notifica, numero dell’avviso, ufficio emittente, tributo, periodo d’imposta e importi distinti tra maggiore imposta, sanzioni, interessi e altri oneri. Vanno specificati anche la modalità di notifica e il termine per l’impugnazione riportato o ricavabile dall’atto.
Il contribuente deve poi selezionare la situazione effettiva: atto non impugnato e non definitivo, ricorso pendente, atto diventato definitivo, somme affidate alla riscossione oppure importi già pagati. Se esiste un giudizio pendente, il modello richiede l’indicazione della Corte di giustizia tributaria e del numero di registro generale.
Errore contestato e prove
La motivazione deve descrivere prima il contenuto dell’accertamento e poi l’errore in ordine cronologico, riportando date, importi e documenti che consentono all’ufficio di verificarlo. Non è sufficiente affermare genericamente che l’avviso è sbagliato.
Nel fac simile sono previsti due spazi distinti per le ragioni di illegittimità o infondatezza. Se necessario, è possibile aggiungere un calcolo analitico e indicare se l’importo corretto è pari a zero oppure a una somma determinata.
Richieste, allegati e firme
Bisogna scegliere tra annullamento totale e annullamento parziale, cancellando la richiesta incompatibile. Il modello consente inoltre di domandare la sospensione, lo sgravio delle somme affidate alla riscossione, l’eventuale restituzione di importi non dovuti e una risposta motivata.
L’elenco degli allegati comprende copia dell’avviso, prova della notifica, documento di identità, ricevute F24 o di altri pagamenti, dichiarazioni e documenti probatori, prospetto di ricalcolo ed eventuale delega. Devono essere mantenute soltanto le voci corrispondenti ai documenti effettivamente trasmessi.
L’istanza si conclude con luogo, data e firma del contribuente o del legale rappresentante. Se interviene un professionista o procuratore, è previsto anche lo spazio per la sua firma.
Come presentare e conservare l’istanza
La domanda deve essere inviata all’ufficio che ha emesso l’avviso utilizzando un canale che permetta di provare la consegna, come la PEC o le diverse modalità indicate dall’ente competente. Per gli uffici dell’Agenzia delle Entrate può essere disponibile anche il servizio Consegna documenti e istanze.
È opportuno conservare il documento firmato, tutti gli allegati, la ricevuta di accettazione e consegna della PEC o la ricevuta rilasciata dal servizio utilizzato. L’invio all’Agenzia delle Entrate-Riscossione non sostituisce la presentazione all’ente titolare del credito.
Esempio compilato di Istanza in Autotutela per Annullamento Avviso di Accertamento
I dati utilizzati nell’esempio sono inventati e servono soltanto a mostrare come può essere compilato il fac simile. Il contenuto deve essere adattato al caso concreto.
All’Agenzia delle Entrate
Direzione Provinciale di Bologna
Ufficio Territoriale Bologna 1
PEC: PEC NON VALIDA – SOLO ESEMPIO
Oggetto: istanza di annullamento totale in autotutela ai sensi degli articoli 10-quater e 10-quinquies della legge 27 luglio 2000, n. 212, relativa all’avviso di accertamento DOCUMENTO N. ESEMPIO-001, periodo d’imposta 2023, con contestuale richiesta di sospensione degli effetti dell’atto e della riscossione.
Contribuente persona fisica
Laura Bianchi, nata a Bologna il 14 febbraio 1986
Codice fiscale: CODICE FISCALE NON VALIDO – SOLO ESEMPIO
Residente in via Esempio 18, 40100 Bologna
PEC: PEC NON VALIDA – SOLO ESEMPIO
Telefono: TELEFONO NON VALIDO – SOLO ESEMPIO
L’istanza è presentata personalmente dalla contribuente, senza professionista, procuratore o altro rappresentante.
Premesso che
- in data 20 agosto 2026 è stato notificato tramite PEC l’avviso di accertamento DOCUMENTO N. ESEMPIO-001, emesso dall’Ufficio Territoriale Bologna 1;
- l’avviso riguarda l’IRPEF per il periodo d’imposta 2023;
- l’importo complessivamente richiesto è pari a 2.450 euro, di cui 1.900 euro per maggiore imposta, 350 euro per sanzioni, 180 euro per interessi e 20 euro per altri oneri;
- il termine per l’impugnazione indicato nel presente esempio è il 30 ottobre 2026;
- l’atto non è stato impugnato e non è ancora definitivo;
- le somme non risultano affidate all’Agenzia delle Entrate-Riscossione e non sono state pagate in esecuzione dell’avviso;
- l’accertamento è infondato perché non considera un pagamento regolarmente eseguito dalla contribuente.
Tipo di autotutela richiesta
La contribuente chiede l’esercizio dell’autotutela obbligatoria per mancata considerazione di un pagamento regolarmente eseguito. In via subordinata, qualora l’ufficio non ritenga integrata tale ipotesi, chiede che la presente domanda sia valutata come sollecitazione dell’autotutela facoltativa.
Motivi dell’istanza
1. Contenuto dell’accertamento.
L’ufficio ha contestato il mancato versamento di 1.900 euro di IRPEF relativo al periodo d’imposta 2023 e ha applicato le conseguenti sanzioni e gli interessi.
2. Errore riscontrato.
La somma di 1.900 euro è stata versata il 30 giugno 2024 mediante modello F24. Il pagamento risulta dalla ricevuta telematica allegata e reca il codice operazione DOCUMENTO N. ESEMPIO-002. L’importo e il periodo di riferimento coincidono con quelli oggetto dell’accertamento.
3. Ragioni dell’annullamento.
La pretesa deriva dalla mancata acquisizione o considerazione di un versamento regolarmente effettuato. Una volta imputato il pagamento al periodo d’imposta 2023, non residuano maggiore imposta, sanzioni, interessi o altri oneri dovuti.
4. Documenti e importo corretto.
La ricevuta F24, la quietanza dell’intermediario e il prospetto di riconciliazione allegati dimostrano l’avvenuto pagamento. L’importo corretto dell’accertamento è pari a zero euro.
Per questi motivi, la contribuente chiede all’ufficio di:
- annullare integralmente l’avviso di accertamento DOCUMENTO N. ESEMPIO-001;
- sospendere, in attesa della decisione, gli effetti dell’atto e ogni attività di riscossione;
- comunicare l’eventuale annullamento al soggetto incaricato della riscossione, qualora le somme vengano nel frattempo affidate;
- restituire, con gli interessi previsti dalla legge, eventuali importi che risultassero riscossi e non dovuti;
- trasmettere una risposta motivata alla PEC indicata nella presente istanza.
La contribuente resta disponibile a fornire chiarimenti o ulteriori documenti. La presentazione dell’istanza non costituisce acquiescenza all’avviso, riconoscimento del debito o rinuncia agli strumenti di tutela previsti dalla legge.
La contribuente dichiara di essere consapevole che la presente domanda non sospende automaticamente i termini per l’impugnazione, il pagamento o la riscossione e che la sospensione richiede un provvedimento espresso dell’ufficio competente.
Allegati:
- copia dell’avviso di accertamento DOCUMENTO N. ESEMPIO-001;
- ricevuta di avvenuta consegna della notifica tramite PEC;
- copia del documento DOCUMENTO N. ESEMPIO-003;
- modello F24 e ricevuta telematica del pagamento del 30 giugno 2024;
- quietanza dell’intermediario relativa al versamento;
- prospetto di riconciliazione e ricalcolo dell’importo dovuto.
Bologna, 26 agosto 2026
La contribuente
Laura Bianchi
Firma: Laura Bianchi
Errori da evitare nell’istanza
- Inviare la richiesta soltanto all’agente della riscossione quando l’errore riguarda l’avviso emesso dall’ente impositore.
- Lasciare nel documento entrambe le alternative previste per persona fisica e società oppure per annullamento totale e parziale.
- Descrivere l’errore senza allegare ricevute, dichiarazioni, contratti o altri documenti che permettano di verificarlo.
- Indicare un importo corretto senza spiegare il calcolo utilizzato.
- Considerare la domanda di sospensione come già accolta.
- Lasciare decorrere il termine per impugnare confidando nella sola presentazione dell’istanza.
L’istanza in autotutela sospende il termine per il ricorso?
No. La presentazione dell’istanza non sospende automaticamente il termine per impugnare l’avviso. Il contribuente deve controllare la scadenza applicabile e valutare separatamente il ricorso, senza attendere necessariamente la risposta dell’ufficio.
Si può presentare l’istanza dopo che l’avviso è diventato definitivo?
Il modello permette di indicare anche un atto definitivo. L’autotutela obbligatoria non è però esercitabile dopo un anno dalla definitività derivante dalla mancata impugnazione. Al di fuori dei casi obbligatori può essere sollecitata l’autotutela facoltativa, senza garanzia di accoglimento.
A quale ufficio deve essere inviata la richiesta?
L’istanza deve essere indirizzata all’ente e all’ufficio che hanno emesso l’avviso. Se le somme sono state affidate alla riscossione, il modello prevede l’invio di una copia anche all’Agenzia delle Entrate-Riscossione o al diverso concessionario indicato negli atti.