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In questa pagina è disponibile un fac simile di dichiarazione di nulla a pretendere in formato Word e PDF compilabile. Il modello serve principalmente a documentare la ricezione di una somma di denaro e contiene la dichiarazione del creditore di non avere altro da pretendere nei confronti di chi ha effettuato il pagamento. Si tratta di un fac simile privato, non di un modulo ufficiale. Il testo scaricabile è essenziale e va utilizzato soprattutto quando il pagamento e il rapporto tra le parti sono chiari; per transazioni, controversie o rinunce a diritti specifici può essere necessario un documento più dettagliato.
Fac simile Dichiarazione di Nulla a Pretendere Word
Il modello Word è disponibile in formato DOC e può essere scaricato, aperto con Word o con un programma compatibile e personalizzato prima della stampa e della firma.
Fac simile Dichiarazione di Nulla a Pretendere PDF
Il PDF contiene campi compilabili per inserire direttamente i dati delle parti, l’importo, la modalità di pagamento, il luogo, la data e la firma.

A cosa serve la dichiarazione di nulla a pretendere
Il fac simile disponibile in questa pagina ha, nella sua struttura, la funzione di una quietanza liberatoria: il dichiarante attesta di avere ricevuto una determinata somma da un’altra persona, indica come è stata erogata e dichiara di non avere altro da pretendere, rilasciando piena e ampia quietanza.
Il Codice civile riconosce espressamente al debitore che effettua un pagamento il diritto di richiedere una quietanza. L’articolo 1199 del Codice civile sulla quietanza prevede infatti che il creditore che riceve il pagamento debba rilasciarla, a richiesta e a spese del debitore.
La formula “nulla a pretendere” richiede però attenzione. La semplice presenza di queste parole non consente di attribuire automaticamente al documento l’effetto di rinunciare a qualsiasi diritto presente o futuro. La portata della dichiarazione dipende dal suo contenuto complessivo, dal rapporto al quale si riferisce e dalle circostanze in cui viene sottoscritta. Una quietanza che attesta un pagamento non coincide necessariamente con una rinuncia a ulteriori crediti o con una transazione.
Differenza tra nulla a pretendere, quietanza e transazione
La quietanza attesta anzitutto un fatto: la ricezione di un pagamento. Una transazione ha una funzione diversa. In base all’articolo 1965 del Codice civile, la transazione è il contratto con cui le parti, mediante reciproche concessioni, pongono fine a una lite già iniziata oppure ne prevengono una possibile.
Il modello scaricabile da questa pagina non contiene reciproche concessioni, non disciplina una controversia e non prevede clausole relative agli obblighi delle due parti. Non deve quindi essere confuso con un vero accordo transattivo. Se, per esempio, creditore e debitore concordano il pagamento di una somma inferiore rispetto al debito originario in cambio della definitiva chiusura della posizione, è più appropriato formalizzare prima l’accordo con una proposta di saldo e stralcio o con un accordo transattivo adeguato al caso concreto.
La transazione deve inoltre essere provata per iscritto ai sensi dell’articolo 1967 del Codice civile, ferme le ipotesi nelle quali la legge richiede la forma scritta anche per la validità dell’atto. Non è quindi corretto affermare che la necessità dello scritto dipenda semplicemente dal fatto che il contratto precedente fosse stato concluso per iscritto o verbalmente.
Come compilare la dichiarazione di nulla a pretendere
Il fac simile scaricabile utilizza una struttura molto breve. Nella prima parte devono essere inseriti i dati della persona che rilascia la dichiarazione: nome e cognome, data e luogo di nascita, comune di residenza, indirizzo, numero civico e codice fiscale. Normalmente si tratta del soggetto che riceve il pagamento.
Nella parte successiva devono essere riportati gli stessi dati identificativi della persona che ha effettuato il pagamento. È opportuno verificare con attenzione nomi e generalità, soprattutto quando tra le stesse persone esistono più rapporti economici.
Il modello richiede poi l’importo ricevuto e la modalità con cui la somma è stata erogata. Nel relativo campo si può quindi indicare, in base a quanto realmente avvenuto, una modalità come bonifico bancario, assegno o contanti. La dichiarazione prosegue con la formula secondo cui il dichiarante non ha altro da pretendere e rilascia piena e ampia quietanza.
Chiudono il documento il luogo, la data e la firma del dichiarante. La firma è particolarmente rilevante perché consente di ricondurre la dichiarazione al soggetto che la sottoscrive.
Il fac simile disponibile presenta un limite da considerare prima dell’uso: non contiene un campo specifico nel quale indicare la causale del pagamento, il contratto, la fattura, il danno o il diverso rapporto cui si riferisce la dichiarazione. Quando tra le parti esistono più rapporti o quando è necessario delimitare con precisione l’oggetto della liberatoria, può essere preferibile utilizzare una quietanza liberatoria più dettagliata o predisporre una scrittura adatta alla situazione concreta.
Esempio compilato di Dichiarazione di Nulla a Pretendere
I dati utilizzati nell’esempio sono inventati e servono soltanto a mostrare come può essere compilato il fac simile. Il contenuto deve essere adattato al caso concreto.
Il sottoscritto Sig. Andrea Verdi, nato il 12 marzo 1982, in Bologna, residente in Bologna, via Esempio, n. 18, Codice Fiscale CODICEFISCALE
DICHIARA
Di avere ricevuto dal Sig. Marco Bianchi, nato il 7 settembre 1979, in Modena, residente in Modena, via Dimostrativa, n. 24, Codice Fiscale CODICEFISCALE , la somma di € 1.250,00, erogata tramite bonifico bancario e specifica di non avere null’altro da pretendere dallo stesso.
Di conseguenza, rilascia piena ed ampia quietanza.
Luogo Bologna
Data 23 agosto 2026
Firma Andrea Verdi
Quando questo fac simile non è sufficiente
Il modello è adatto a una dichiarazione essenziale successiva a un pagamento, ma non è progettato per regolare tutti i possibili rapporti tra creditore e debitore. Se il pagamento è soltanto parziale, per esempio, la formula con cui si dichiara di non avere altro da pretendere potrebbe non corrispondere alla volontà del creditore. Quando si vuole attestare soltanto la ricezione di una somma senza liberare il debitore per il residuo, è preferibile una ricevuta di pagamento che specifichi chiaramente se si tratta di acconto o saldo.
Anche una controversia che coinvolge più crediti, richieste di risarcimento, obbligazioni ancora da eseguire o concessioni reciproche richiede normalmente un testo più articolato. In questi casi è utile identificare con precisione il rapporto oggetto dell’accordo, le pretese delle parti, gli importi, le obbligazioni che restano in vigore e quelle che si intendono definire.
Dichiarazione di nulla a pretendere nel rapporto di lavoro
Una particolare cautela è necessaria quando la dichiarazione viene richiesta a un lavoratore. Una generica quietanza rilasciata al termine del rapporto non produce automaticamente l’effetto di rinunciare a ogni possibile diritto del dipendente. Perché una dichiarazione possa assumere un’effettiva portata dispositiva occorre valutare il contenuto dell’atto e la consapevolezza dei diritti ai quali si intende eventualmente rinunciare.
Inoltre, per i diritti del lavoratore derivanti da disposizioni inderogabili di legge o della contrattazione collettiva trova applicazione l’articolo 2113 del Codice civile sulle rinunzie e transazioni del lavoratore. La norma prevede uno specifico regime di impugnazione e individua le conciliazioni alle quali tale disciplina non si applica. Per definire una controversia lavorativa su diritti specifici, il semplice fac simile presente in questa pagina non sostituisce quindi un accordo redatto e sottoscritto nella forma richiesta dal caso concreto.
Firma e conservazione della dichiarazione
Nel modello scaricabile è previsto un solo spazio per la firma, destinato al soggetto che rilascia la dichiarazione. Questa impostazione è coerente con una quietanza unilaterale, nella quale chi ha ricevuto il pagamento attesta la ricezione della somma. Se invece le parti intendono stipulare una vera transazione con obblighi o concessioni reciproche, è opportuno utilizzare un accordo nel quale risultino chiaramente le rispettive dichiarazioni e sottoscrizioni.
Una volta firmato, il documento dovrebbe essere conservato insieme alla prova del pagamento e agli eventuali documenti relativi al rapporto sottostante. Non esiste un unico periodo di conservazione valido per qualsiasi dichiarazione di nulla a pretendere: il termine utile dipende dalla natura del rapporto e dai diritti ai quali il documento si riferisce.
Domande frequenti sulla dichiarazione di nulla a pretendere
La dichiarazione deve essere autenticata?
Per una normale quietanza privata relativa a un pagamento non è previsto, in via generale, l’obbligo di autenticazione notarile della firma. Requisiti diversi possono però derivare dalla natura dell’atto o del rapporto al quale la dichiarazione è collegata.
Scrivere “nulla a pretendere” chiude qualsiasi rapporto tra le parti?
No. Non è possibile attribuire automaticamente a una formula generica l’effetto di estinguere ogni possibile pretesa. Occorre considerare quali diritti e rapporti siano effettivamente individuati nel documento e quale volontà risulti dalla dichiarazione nel suo complesso.
Il modello può essere utilizzato per un saldo e stralcio?
Può essere utilizzato, dopo il pagamento, come dichiarazione relativa alla somma ricevuta soltanto quando il suo contenuto corrisponde alla situazione concreta. Non sostituisce però l’accordo di saldo e stralcio con cui creditore e debitore stabiliscono preventivamente il nuovo importo, le modalità di pagamento e l’effetto liberatorio concordato.
Il PDF può essere compilato al computer?
Sì. Il PDF disponibile in questa pagina contiene campi compilabili per le generalità delle parti, l’importo, la modalità di pagamento, il luogo, la data e la firma.