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In questa pagina sono disponibili un fac simile Word e un modello PDF della Dichiarazione di Rispondenza, o DiRi, prevista dall’articolo 7, comma 6, del D.M. 37/2008 quando la Dichiarazione di Conformità non è stata prodotta o non è più reperibile per un impianto realizzato prima dell’entrata in vigore del decreto. Si tratta di fac simili privati, non di moduli ministeriali ufficiali. Il modello scaricabile è predisposto specificamente per la dichiarazione resa da un responsabile tecnico di impresa abilitata con almeno cinque anni di esperienza e non per i casi nei quali la DiRi deve essere firmata da un professionista iscritto all’albo.
Fac simile Dichiarazione di Rispondenza Word
Il download contiene un file DOC che può essere aperto con Word o con un programma compatibile e personalizzato con i dati dell’impianto, dell’impresa e del soggetto che rilascia la dichiarazione. Prima dell’utilizzo è necessario verificare che il dichiarante rientri effettivamente tra i soggetti ammessi dall’articolo 7, comma 6, del D.M. 37/2008.
Fac simile Dichiarazione di Rispondenza PDF
Il PDF riproduce lo stesso tipo di dichiarazione e può essere scaricato, consultato e stampato.

Quando si può utilizzare la Dichiarazione di Rispondenza
La disciplina di riferimento è contenuta nell’articolo 7, comma 6, del testo vigente del D.M. 37/2008 su Normattiva. La DiRi può sostituire la Dichiarazione di Conformità quando quest’ultima non è stata prodotta o non è più reperibile e l’impianto è stato eseguito prima dell’entrata in vigore del decreto, avvenuta il 27 marzo 2008.
Non è quindi corretto utilizzare una DiRi come sostituto ordinario della DiCo per lavori realizzati dal 27 marzo 2008 in poi. In questo caso occorre anzitutto verificare se la dichiarazione originaria possa essere recuperata presso l’impresa che l’ha rilasciata o negli archivi nei quali sia stata eventualmente depositata. Se il documento non è mai stato prodotto o non può essere recuperato, la situazione deve essere esaminata da un tecnico o da un’impresa abilitata per stabilire gli interventi e la documentazione necessari. Non è corretto affermare che la sola mancanza della DiCo comporti automaticamente il rifacimento integrale dell’impianto.
Anche l’affermazione secondo cui la DiRi sarebbe sempre limitata agli impianti realizzati dopo il 1990 è troppo categorica. L’articolo 7, comma 6, indica espressamente come limite temporale l’entrata in vigore del D.M. 37/2008 e non stabilisce nello stesso comma una data iniziale del 13 marzo 1990. Per gli impianti anteriori alla legge n. 46/1990 occorre però valutare la tipologia dell’impianto e la disciplina applicabile. Per esempio, l’articolo 6, comma 3, del D.M. 37/2008 stabilisce specifici requisiti di adeguatezza per gli impianti elettrici delle unità immobiliari ad uso abitativo realizzati prima del 13 marzo 1990. Nella prassi amministrativa l’inquadramento degli impianti ante 1990 non è sempre uniforme, per cui il tecnico deve verificare anche la procedura richiesta dall’ente al quale il documento deve eventualmente essere presentato.
Chi può firmare la Dichiarazione di Rispondenza
Il soggetto abilitato a rilasciare la DiRi dipende dalle caratteristiche dell’impianto. L’articolo 7, comma 6, prevede innanzitutto il professionista iscritto all’albo professionale per le specifiche competenze tecniche richieste, che abbia esercitato la professione per almeno cinque anni nel settore impiantistico al quale si riferisce la dichiarazione. Il documento viene reso sotto la sua personale responsabilità, dopo sopralluogo e accertamenti.
Per gli impianti che non ricadono nel campo di applicazione dell’articolo 5, comma 2, la dichiarazione può essere resa anche da un soggetto che ricopre da almeno cinque anni il ruolo di responsabile tecnico di un’impresa abilitata ai sensi dell’articolo 3 e operante nello specifico settore impiantistico.
Questa distinzione è particolarmente importante per il fac simile disponibile nella pagina. Il documento scaricabile inizia con la dichiarazione del soggetto che opera “in qualità di responsabile tecnico da almeno cinque anni di una impresa abilitata”. Non contiene invece l’intestazione alternativa prevista per il professionista iscritto all’albo. Di conseguenza, se l’impianto ricade nell’articolo 5, comma 2, e la DiRi deve essere resa dal professionista, questo modello non deve essere utilizzato senza predisporre una versione adeguata al soggetto legittimato a firmare.
Come compilare il fac simile di Dichiarazione di Rispondenza
Il modello inizia con il numero attribuito alla dichiarazione e con i dati del responsabile tecnico. Devono poi essere inseriti la ragione sociale dell’impresa installatrice, il settore nel quale opera, sede, Comune, provincia, recapito telefonico e partita IVA.
Segue l’indicazione dell’iscrizione dell’impresa. La parte successiva identifica l’impianto sottoposto a sopralluogo e accertamenti. Occorre descriverlo con sufficiente precisione, indicare l’anno approssimativo di realizzazione e l’immobile nel quale è installato, specificando Comune, provincia, indirizzo, numero civico, eventuali scala, piano e interno e generalità del proprietario.
Va quindi selezionata la destinazione dell’edificio tra uso industriale, civile, commerciale o altri usi e va indicato il motivo per il quale viene richiesta la dichiarazione.
Con la parte denominata DICHIARA il tecnico assume personalmente la responsabilità dell’attestazione e dichiara, per quanto materialmente verificabile, la rispondenza dell’impianto alla norma tecnica vigente all’epoca della costruzione, tenendo conto delle condizioni di esercizio e dell’uso dell’edificio. Questa parte non è una dichiarazione che il proprietario può compilare e firmare autonomamente.
Il fac simile prevede poi come documentazione integrante una relazione di verifica dell’impianto e uno spazio per eventuale altra documentazione. È presente anche la voce relativa alla copia del certificato di riconoscimento dei requisiti tecnico-professionali. Questi elementi appartengono alla struttura del modello disponibile: gli allegati concretamente necessari devono comunque essere determinati dal dichiarante e, quando la DiRi deve essere depositata o prodotta in una pratica amministrativa, dalle istruzioni dell’ufficio competente.
La clausola denominata DECLINA riguarda gli eventi successivi derivanti da manomissioni compiute da terzi o da carenze di manutenzione o riparazione. Non elimina la responsabilità personale assunta dal dichiarante per le verifiche e le attestazioni contenute nella DiRi.
Il documento termina con data, timbro e firma del dichiarante e con la firma per ricevuta del committente. L’avvertenza conclusiva richiama l’obbligo del proprietario di conservare le caratteristiche di sicurezza dell’impianto e di affidare gli interventi a imprese abilitate.
Esempio compilato di Dichiarazione di Rispondenza
I dati utilizzati nell’esempio sono inventati e servono soltanto a mostrare come può essere compilato il fac simile. Il contenuto deve essere adattato al caso concreto.
DICHIARAZIONE DI RISPONDENZA DELL’IMPIANTO ALLA REGOLA DELL’ARTE
D.M. 22 GENNAIO 2008 N. 37 ART. 7
Nr.: ESEMPIO-001 – NUMERO NON VALIDO, SOLO ESEMPIO
Il sottoscritto Marco Esempio, in qualità di responsabile tecnico da almeno cinque anni di una impresa abilitata operante nel settore impiantistico a cui si riferisce la presente dichiarazione e attualmente responsabile tecnico dell’impresa installatrice,
Ragione sociale: Impianti Esempio S.r.l. – DENOMINAZIONE NON REALE
Settore: impianti elettrici
Sede: Via Dimostrativa 10, n. 10
Comune: Comune Esempio
Provincia: XX
Tel.: NUMERO NON VALIDO – SOLO ESEMPIO
Partita IVA: PARTITA IVA NON VALIDA – SOLO ESEMPIO
Iscrizione selezionata: Registro delle Imprese della Camera C.I.A.A. di Camera di Commercio Esempio – DENOMINAZIONE NON REALE, n. REGISTRO NON VALIDO – SOLO ESEMPIO.
Iscrizione all’Albo Provinciale delle Imprese Artigiane: opzione non selezionata.
In esito a sopralluogo ed accertamenti dell’impianto: impianto elettrico a servizio di unità immobiliare ad uso civile, con potenza impegnata di 3 kW e superficie dell’unità di 85 m²,
realizzato indicativamente nell’anno: 2002
Installato nei locali siti nel Comune di: Comune Esempio
Provincia: XX
Via: Via Dimostrativa 25
n.: 25
Scala: A
Piano: 2
Interno: 5
Di proprietà di: Laura Esempio, Via Dimostrativa 25, 00000 Comune Esempio (XX) – INDIRIZZO NON REALE
Edificio ad uso: civile.
A seguito della richiesta di: rilascio della dichiarazione di rispondenza per dichiarazione di conformità originaria non più reperibile.
DICHIARA
sotto la propria personale responsabilità e per quanto materialmente verificabile, la rispondenza dell’impianto alla norma tecnica vigente all’epoca della costruzione, secondo quanto previsto dall’art. 7 del D.M. 37/08, tenuto conto delle condizioni di esercizio e degli usi a cui è destinato l’edificio.
Allega, come documentazione facente parte integrante della presente dichiarazione:
Relazione di verifica impianto: allegata.
Altro: opzione non selezionata.
Allegati relativi al possesso dei requisiti:
Copia del certificato di riconoscimento dei requisiti tecnico-professionali: allegata.
DECLINA
ogni responsabilità per sinistri a persone o a cose successivi alla presente dichiarazione e derivanti da manomissione dell’impianto da parte di terzi ovvero da carenze di manutenzione o riparazione.
Data: 28 agosto 2026
Il dichiarante
Marco Esempio
TIMBRO E FIRMA DI ESEMPIO – NON VALIDI
Avvertenze per il committente: il proprietario dell’impianto ha l’obbligo di mantenere la sicurezza e l’efficienza dell’impianto, tenendo conto delle istruzioni per l’uso e manutenzione fornite dall’installatore ed affidando i lavori esclusivamente ad imprese abilitate.
Il committente, firma per ricevuta:
Laura Esempio – FIRMA DI ESEMPIO NON VALIDA
DiRi e Dichiarazione di Conformità non sono lo stesso documento
La Dichiarazione di Rispondenza non deve essere utilizzata come alternativa ordinaria alla Dichiarazione di Conformità. La Dichiarazione di Conformità dell’impianto elettrico viene rilasciata dall’impresa installatrice per i lavori eseguiti secondo la disciplina del D.M. 37/2008. La DiRi ha invece la funzione sostitutiva specificamente prevista dall’articolo 7, comma 6, per gli impianti anteriori all’entrata in vigore del decreto quando la DiCo manca o non è più reperibile.
Se un impianto coperto da una DiRi viene successivamente trasformato, ampliato o sottoposto a manutenzione straordinaria, gli interventi eseguiti devono essere documentati secondo le regole applicabili ai nuovi lavori. La vecchia DiRi non certifica automaticamente le modifiche successive.
Per impianti specifici possono inoltre essere necessari contenuti e verifiche tecniche differenti. Sul sito sono disponibili anche il fac simile di Dichiarazione di Rispondenza dell’impianto idrico e il modello di Dichiarazione di Conformità dell’impianto gas.
Nuove forniture e aumento della potenza
Non è corretto affermare genericamente che una DiRi sia sempre necessaria per qualsiasi allaccio o aumento di potenza. L’articolo 8 del D.M. 37/2008 prevede che, entro 30 giorni dall’allacciamento di una nuova fornitura di gas, energia elettrica o acqua, il committente consegni al distributore o al venditore la copia della Dichiarazione di Conformità oppure, quando ne ricorrono i presupposti, la Dichiarazione di Rispondenza.
Per l’aumento della potenza elettrica la documentazione è richiesta nelle fattispecie indicate dallo stesso articolo 8, tra cui l’aumento conseguente a interventi sull’impianto e l’aumento che, anche senza interventi, determina il raggiungimento dei livelli richiamati dall’articolo 5, comma 2, o comunque, per gli impianti elettrici, della potenza di 6 kW. Non ogni variazione contrattuale della fornitura comporta quindi automaticamente il rilascio di una nuova DiRi.
Deposito, agibilità e pratiche amministrative
La necessità di produrre o depositare la DiRi in una specifica pratica deve essere verificata presso l’amministrazione competente. Non è corretto affermare che ogni SUAP, cambio di destinazione d’uso, frazionamento, fusione o pratica di agibilità richieda automaticamente una DiRi: il documento può essere necessario quando la procedura richiede la documentazione relativa agli impianti e ricorrono i presupposti per utilizzare la DiRi al posto della DiCo.
Le modalità di deposito possono inoltre variare territorialmente. Alcuni Comuni dispongono di procedure telematiche dedicate e possono richiedere specifici allegati. Prima di utilizzare il fac simile per una pratica amministrativa è quindi opportuno verificare le istruzioni dello Sportello Unico per l’Edilizia, del SUAP o dell’altro ufficio effettivamente competente.
La Dichiarazione di Rispondenza ha una scadenza?
Il D.M. 37/2008 non stabilisce una durata temporale fissa della DiRi. Il documento attesta però quanto riscontrato dal dichiarante in relazione all’impianto esaminato e nelle condizioni presenti al momento degli accertamenti. Non deve quindi essere interpretato come una certificazione permanente di qualsiasi successiva trasformazione dell’impianto.
Il proprietario resta tenuto a conservarne le caratteristiche di sicurezza e gli interventi successivi devono essere affidati alle imprese abilitate quando previsto. Le trasformazioni, gli ampliamenti e le manutenzioni straordinarie eseguite successivamente sono documentati con la Dichiarazione di Conformità relativa ai lavori effettuati, secondo la disciplina vigente.
Errori da evitare nella Dichiarazione di Rispondenza
- Utilizzare la DiRi per un impianto realizzato dopo il 27 marzo 2008 come semplice sostituto di una Dichiarazione di Conformità mancante.
- Fare firmare il fac simile scaricabile a un responsabile tecnico quando l’impianto ricade nell’articolo 5, comma 2, e la dichiarazione deve essere resa dal professionista iscritto all’albo previsto dall’articolo 7, comma 6.
- Considerare la clausola “DECLINA” come un’esclusione della responsabilità personale del tecnico per gli accertamenti e le attestazioni contenute nella dichiarazione.
- Attribuire alla procedura una durata standard di circa due settimane: il D.M. 37/2008 non stabilisce un termine di questo tipo e tempi e accertamenti dipendono dall’impianto e dalla situazione concreta.
- Ritenere che ogni nuova utenza, aumento di potenza, pratica di agibilità o procedimento SUAP richieda automaticamente lo stesso documento senza verificare i presupposti normativi e le istruzioni dell’ente competente.
- Confondere l’assenza di una scadenza prestabilita con la possibilità di utilizzare la DiRi per certificare interventi eseguiti successivamente sull’impianto.